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Su internet mi minacciano di stupro. Però io non sono la Boldrini...

Selvaggia Lucarelli e Laura Boldrini

Su facebook c'è chi incita alla violenza di gruppo, ma non si può fare nulla. Ma se si tocca un'alta carica dello Stato, si mobilita subito la polizia

Andrea Tempestini
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di Selvaggia Lucarelli @StanzaSelvaggia Dunque. A pochi giorni dal caso Boldrini e dalla notizia che il giornalista che aveva pubblicato la sua finta foto nuda su Facebook  è, pare, ufficialmente indagato, mi imbatto in una pagina Facebook. La pagina, con proprietario anonimo,  ha un titolo aulicamente evocativo: «Il fantastico mondo di Jack Sborrow». E ho motivo di pensare che quel sborrow non sia un refuso. La foto di copertina è un omaggio molto tenero: il ritratto del calciatore di colore del Lecce che ha picchiato una prostituta e un trans per non pagare la prestazione. Inutile dirlo, il proprietario della pagina invita tutti a prenderlo come modello. La pagina è una specie di fogna a cielo aperto, in cui a roba semplicemente idiota o vomitevole (che so, consigliano di seguire la pagina «telefono-che-squilla-con-la-suoneria-di-mosconi-che-dice-cortesia-simpatia-porco...) si alternano post come quello che mi riguarda. Il post in questione è il seguente: una mia foto non particolarmente accollata e la scritta: «La gangbang che subirà Selvaggia Lucarelli e che prima o poi subirà volente o nolente».  Significato dell'espressione «Gang bang», da wikipedia: Una gang bang è una pratica sessuale in cui un soggetto, di sesso maschile o femminile, svolge attività sessuali con una moltitudine di partner, non necessariamente del sesso opposto. Bene. «Nolente», dal dizionario Hoepli della lingua italiana: che non vuole. Si tratta insomma, di quella che in termini piuttosto espliciti, potremmo definire una minaccia a sfondo sessuale. Non verranno sotto casa a stuprarmi, forse, ma minacciano di farlo, se gli gira. Sono due cretini, penserete. No, i cretini non sono due, ma 26.588 , che è il numero dei «Mi piace» che ha raccolto la pagina. E per capire il target, basta andare a leggere i commenti sotto il post che mi riguarda. Si va dai simpatici «Troia, zoccola, cagna, al rogo, suca, muori...» a un epico «che la candida ti porti un tumore all'utero troia!». E vi garantisco che i peggiori ve li ho risparmiati. I commentatori sono quasi tutta gente con un nome e un cognome, un profilo con foto, informazioni sul luogo di lavoro. Apri qualche loro pagina personale e ci trovi di tutto, da foto di Cécile Kyenge in mezzo a caschi di banane a insulti e bestemmie di ogni tipo estesi a chiunque. C'è la pagina «bastonare gli attivisti di Greenpeace per risparmiare le foche» con la foto di copertina di ebrei deportati da una parte e un tizio che uccide le foche dall'altra. Ora, cosa fa una comune mortale (sono un personaggio pubblico, sì, ma non ho corsie preferenziali) di fronte a questo schifo? Chiedo ai miei utenti di aiutarmi a segnalare la cosa a facebook, senza piagnistei.  A me facebook ha chiuso la pagina ben due volte (per tre giorni), una perché ho pubblicato una nota modella in topless e una perché ho messo la foto di un nuovo modello di perizoma maschile. Caspita, sono bacchettoni questi di facebook. Per una cosa così, chiuderanno la pagina in 5 minuti. La Boldrini ha ottenuto la chiusura di non so quante pagine in 24 ore, varrà per tutti. Bene, facebook, dopo un'infinità di segnalazioni ricevute, risponde così: «Grazie per la segnalazione ma dopo aver analizzato il caso, troviamo che la pagina non violi le regole della comunità e che non ci siano attacchi a persone per il loro sesso, religione, razza o salute». Insomma, tante care cose. Se minacciano di stuprarti, ci sta. Se dicevano «ti stupriamo perché sei buddista», forse correvano qualche rischio in più. Inutile dire che il proprietario della pagina, piccato dalla mia provocazione, va avanti con post provocatori del tipo «Prima che mi chiudano la pagina, Selvaggia Lucarelli, ti piace l'anal?» . E il fatto che vada avanti così, la dice lunga su quanta paura di conseguenze legali abbia ‘sta gente. Nulla. Sanno che quello che è accaduto con la Boldrini, capita perché era presa di mira una carica dello Stato. Gli altri, prendono e portano a casa. Oppure vanno alla polizia postale, come farò. Ma è un iter scoraggiante, perché non solo bisogna prendersi del tempo per farlo, ma aspettare che qualcosa succeda. E i tempi, temo siano molto diversi dalle 24 ore della Boldrini. Però va fatto. E non perché si tocca il proprio orticello, ma perché se vogliamo che il web diventi un posto migliore, bisogna pretendere che le leggi che valgono in piazza, valgano anche qui. E le bestie che non lo capiscono, dovranno impararlo. Volenti. O nolenti. (Dizionario Hoepli: anche se non vogliono).

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