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Guru del web

Mirko Scarcella, il "creatore" di Gianluca Vacchi a 30 anni guadagna 4 milioni l'anno

9 Settembre 2017

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Gianluca Scarcella, il "creatore" di Gianluca Vacchi a 30 anni guadagna 4 milioni l'anno

Trent' anni appena compiuti, un' azienda che fattura oltre quattro milioni di euro, un tatuaggio sul petto che dice "I am the chosen one", ovvero «io sono il prescelto», e l' energia di chi ha grandi idee: questo è Mirko Scarcella, di professione "guru del web". Il suo nome potrebbe non dire molto, il che è frutto di una precisa scelta, perché è il suo lavoro a parlare per lui: creare fenomeni nei social. La sua esperienza più nota? Gianluca Vacchi, diventato il re del web, un personaggio conosciuto ormai a livello internazionale.

Incontro Mirko nel suo quartier generale di Milano, la sua scrivania è invasa di fogli e progetti, alla parete quattro televisori sui quali è perennemente sintonizzato, ma a colpire è la sua calma che sembra quella di un uomo d' esperienza.

Signor Scarcella, ma lei chi è? E soprattutto, è vero che ha inventato il fenomeno Vacchi?
"Guardi io sono un ragazzo che ogni mattina da dieci anni appena si sveglia vuole rendere la sua giornata unica, realizzare grandi progetti e grandi sogni attraverso il web e mi creda, oggi con il web lo si può fare anche in un solo giorno. Con Gianluca Vacchi ci sono, anzi ci siamo -perché io lavoro in squadra- riusciti. È diventato, grazie ai social network e a lui stesso, un brand e un personaggio internazionale".

Mi spiega in cosa consiste il suo lavoro?
"Creo brand reputation di persone sia note che non note, attraverso strategie web. È molto complicato a dirsi, e ancor più a farsi, mi creda. Ma ho imparato che l' impossibile non esiste. Dopo la scuola mi serviva un lavoro per mantenermi, così ho cominciato a vendere t shirt agli amici, poi mi hanno fatto un primo contratto come commesso da Zara, e dopo un anno mi hanno assunto a tempo indeterminato. Lavoravo con grande impegno e passione, ma non sentivo il fuoco sacro, così decisi di mettermi in aspettativa. All' epoca vivevo con i miei genitori: mia mamma mi vedeva uscire ogni mattina per andare al lavoro, in realtà mi facevo venire a prendere da un mio amico, che ora è nel mio team. Lui mi portava a casa sua e appena suo padre usciva per andare in ufficio io lavoravo al pc sulle mie idee per tutto il giorno. Alla sera tornavo a casa come nulla fosse. Iniziai così a vendere servizi fotografici sul web e a fare piccoli progetti che mi permisero di licenziarmi. Da quell' aspettativa non sono mai più tornato".

Come ha conosciuto Gianluca Vacchi?
"Avevo un giornale online, mi chiesero di fare un pezzo su Gianluca e capii che aveva del potenziale. Gli mandai una mail dicendogli che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Volle incontrarmi, ci piacemmo subito. Questo successe quattro anni e mezzo fa. Gli presentai un progetto cucito ad arte su di lui e iniziammo a lavorare. All' epoca su Instagram aveva 2000 followers. Oggi ne ha 11milioni e duecentomila, anche grazie al mio lavoro. E vale anche per il futuro, perché internet ha una memoria secolare, quello che ho fatto rimane".

Ma come riesce a far aumentare i followers ai suoi clienti?
"Noi non compriamo followers, è la cosa più sbagliata e inutile che un' azienda possa fare. Noi usiamo metodologie che ci permettano di avere seguaci reali. Pochi sanno che per far funzionare Instagram serve un uso spasmodico del profilo, ecco perché ci lavoriamo ventiquattro ore su ventiquattro. I nostri post e commenti arrivano anche di notte, inoltre abbiamo migliaia di domini internet web che fanno redirect (ovvero indirizzano) a quel profilo Instagram. Le faccio un esempio, se lei scrive su google le parole "Stallone" e "Rocky4", troverà un sito, tra i primi quattro che le compaiono, che la indirizzerà al profilo Instagram di Stallone. Noi usiamo anche Facebook, ma molto di più Instagram. Perché Instagram oggi può creare un personaggio in tempi relativamente veloci. Facebook si basa su algoritmi completamente diversi e porta a risultati diversi".

Ma lei come ha studiato questi algoritmi e tutti i processi tecnologici?
"Sono autodidatta. Sono un ragazzo con tante idee e cerco di circondarmi di professionisti e di "nerd" informatici. Colmano le mie lacune e mi insegnano. Guardi che io non sono poi così tecnologico, lavoro ancora col mio foglio di carta A4 e la biro".

Perché è finita la sua collaborazione con Gianluca Vacchi, proprio ora che era arrivato all' obiettivo e poteva raccoglierne i frutti?
"Perché era finito un ciclo, tutto qui. Ma è un uomo che stimo e che voglio tutelare, perché si è affidato a me.
Quindi non voglio fare nessun commento su di lui; sono un professionista e lui è stato un cliente, ed è un amico".

Mi dica almeno questo: i balletti che hanno reso Vacchi famoso nel web, li ha inventati lei?
"No quelli no, ma guardi che quando si è in un team le cose si creano tutti assieme".

Secondo lei mostrare la propria ricchezza nel web porta ad avere più seguaci?
"Dipende. Il tema della ricchezza è delicato, soprattutto in un momento economico così difficile, in particolare per il nostro Paese. In generale però, se un personaggio è sconosciuto e non ha un talento, cioè non è né un attore, né un cantante o altro, allora su Instagram funziona l' ostentazione, ovvero il personaggio si connota per la sua ricchezza. Ma se parliamo di qualcuno già noto, è molto meglio mostrare la quotidianità più semplice, che lo umanizzi: un selfie di Rihanna nel suo jet privato risulta odioso. Un selfie di lei al supermercato che fa la spesa è una foto da milioni di like. La gente che fa una vita normale la sente una star 'vicina'".

Quante ore lavora al giorno?
"Non più di quattro o cinque, il resto del tempo lo spendo a leggere e informarmi, è solo così che mi vengono le idee. Però ho un team che lavora sempre: quattordici persone alle Canarie e due a Milano. Loro non si fermano mai, e chiedo più di qualche consiglio anche al mio avvocato, Giovanni Maria Soldi".

Cosa sognava di fare da grande?
"Esattamente quello che faccio. È un lavoro versatile e carico di adrenalina, e poiché ho clienti di tutti i settori, è come se affrontassi un lavoro nuovo ogni giorno. La noia non esiste. Per questioni di riservatezza non posso farle nomi, ma sono orgoglioso di annunciare che ho appena iniziato a lavorare con un membro della famiglia Stallone. Lui è il mio mito, e a breve lo incontrerò. Un sogno che si avvera. Le racconto un altro segreto di questo settore. Oggi per vendere un prodotto o un personaggio conviene molto di più lavorare con Instagram, che dà risultati migliori del web. Paradossalmente la mia società non ha un sito web, per me ormai quello è antichità. Vendere orologi su Instagram fa guadagnare di più che venderli con l' e-commerce. Un sito aziendale, anche di un grosso gruppo, ha mediamente dalle 500 alle 1000 visite al giorno, cioè pochissime.
Mentre un profilo Instagram con 10 mila followers può ottere anche 3-4 mila visite giornaliere, con costi molto inferiori al sito web".

Lei dimostra che un giovane con talento e volontà in Italia c' è la può fare o invece è necessario andare all' estero? In fondo lei ha una società alle Canarie.
"Se io avessi vent' anni e volessi fare qualcosa, non nel ramo del web, andrei all' estero, come sostiene Flavio Briatore. Farei il cameriere a Londra, mi fidanzerei con una ragazza inglese così da imparare gratis la lingua e fare la mia gavetta. Ma lavorare con il web si può fare ovunque, quindi ho deciso di aprire la mia azienda alle Canarie, dove si vive benissimo. In Italia per i giovani lavorare è molto complicato, e gli stipendi sono bassissimi".

Cos' è il web, per un guru del web?
"Un mondo che può far sì che la tua vita cambi in un solo giorno. Basta avere l' idea giusta. Nel web si possono vendere anche attraverso un semplice profilo Instagram corsi di fotografia, di pittura, di cucina, magliette, cene al ristorante. La chiave del web è la parola opportunità. Io l' ho colta".

Che cliente le piacerebbe avere ora?
"Senza dubbio Donald Trump. Secondo me la sua immagine nei social attualmente è gestita malissimo, ne esce un Trump sempre negativo. Magari dopo questo pezzo mi contatterà, lei che dice?".

di Francesca Carollo

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Commenti all'articolo

  • umbe65it

    11 Settembre 2017 - 02:02

    Se poi ci si aggiunge due cartoline illustrate in posa su una Rolls Royce .... manca solo un'oca con le labbra a canotto che si fà un selfie per completare il quadro.

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  • umbe65it

    11 Settembre 2017 - 01:01

    Si scrive follower ma si legge imbecille, una volta chiarito questo si ha un quadro esatto di quanto la situazione sia preoccupante.

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