Muto

Roberto Saviano, una figura tragica: "Che pena". Bastona Salvini e CasaPound, la polizia risponde e lo umilia

Giulio Bucchi

A volte contare fino a 10 può servire. Ma Roberto Saviano non ci pensa mai e rischia così figuracce tremende, amplificate dal mezzo usato, Twitter. L'autore di Gomorra commenta a modo suo le nuove proteste a Casal Bruciato a Roma contro i rom, animati da CasaPound, per colpire Matteo Salvini definito proditoriamente "ministro della Malavita". Leggi anche: "A chi faccio gli auguri oggi". Saviano massacrato anche il Primo maggio: coperto d'insulti Secondo Saviano, Salvini sarebbe stato morbido nel commentare la vicenda per "non indispettire i cani feroci che minacciano donne e bambini". Poi se la prende direttamente con la Polizia "che sequestra striscioni e telefonini" ed è per questo "ridotta a servizio d'ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena". Bene, al di là del fatto che una manciata d'ore dopo il ministro degli Interni, ospite di Otto e mezzo, ha definito "giusto" lo sgombero del palazzo occupato da CasaPound nel centro di Roma (alla faccia della "paura per i cani feroci"), Saviano è stato rimesso al suo posto direttamente dall'account Twitter della Polizia di Stato: "La polizia di Stato - si legge - serve il Paese e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte della legge. Che pena leggere commenti affrettati e ingenerosi per dispute politiche per regolare conti personali". E ora il tutore della legalità Saviano cosa risponderà? Parole ambigue dal #MinistroDellaMalaVita su #CasalBruciato per non indispettire i cani feroci di #CasaPound che minacciano donne e bambini. E la @poliziadistato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d'ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena pic.twitter.com/50Dg2wsEHL— Roberto Saviano (@robertosaviano) 8 maggio 2019