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Michele Santoro risponde a Matteo Salvini: "Non mi fa lavorare. La prego, usi al ruspa e mi faccia male"

Davide Locano
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Nel corso di un comizio, lunedì sera, Matteo Salvini tra gli altri ha attacco anche Michele Santoro. Questa la frase: "Lerner, Santoro, Saviano e Fazio a rete unificate e Laura Boldrini in versione opinionista e arriviamo al 90 per cento". Frase che scatena la reazione di Santoro, che viene pubblicata in una peculiare risposta sul suo sito, michelesantoro.it. Il fu teletribuno si lamenta perché agli attacchi del ministro dell'Interno non corrispondono effettive opportunità lavorative, magari in Rai. "D'altra parte queste sue affermazioni se non corredate da concrete offerte di lavoro mi danneggiano anche con i giornali di sinistra e coi dirigenti a lei, si fa sempre per dire, disorganici - afferma Santoro -. Direttori di rete e testate, forse per paura di favorirla involontariamente assecondando una certa opinione pubblica stupidamente a me favorevole, si guardano bene dal propormi di lavorare", sottolinea. E ancora, spiega che "per la stessa ragione, i giornali antipopulisti cassano il mio nome dalle sue graziose invettive, evidentemente convinti che su Lerner e Saviano lei scherzi ma invece Santoro lo rivedrebbe in onda volentieri con un programma tipo Annozero". Leggi anche: "Sodomizzazione politica": Vauro oltre ogni limite Quindi il fu teletribuno si produce in un appello vero e proprio a Salvini, affermando che "sono qui a chiederle di chiarire la sua posizione: o chiama il presidente Foa e gli dice di farmi una telefonata oppure pronuncia un editto bulgaro esplicito e su misura anche per me senza doppi sensi. Mi regali la patente di vittima, per favore". E ancora: "Lo so, non sarebbe molto originale, ma almeno in questo non ci metterebbe nelle condizioni di rimpiangere Berlusconi. Salvini, la scongiuro, usi la ruspa. Senza essere eroi si può darle di più", conclude un Santoro discretamente fuori controllo.

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