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Ponte Morandi, l'ingegnere: "Doveva esplodere nel 2003, ma poi...". Come si è arrivati alla strage di Genova

Caterina Spinelli
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Danilo Coppe è l'ingegnere fra i massimi esperti internazionali di esplosivi che ha curato il progetto della demolizione del ponte Morandi. "Nel 2003 mi avevano chiesto un progetto per demolire il Morandi, feci un preventivo, ma non se ne fece nulla. Mi chiamarono non perché il ponte fosse instabile, ma perché già allora servivano 4 milioni l'anno per la manutenzione e si cominciava a pensare ad un'alternativa" ha detto al Giornale.  Leggi anche: Ponte Morandi, il crollo in diretta: video da brividi Coppe è per tutti mister dynamite, ma ormai è anche l'uomo che ieri, giovedì 28 giugno, ha premuto i bottoni per far crollare il ponte della tragedia: "Mi sono sentito subito contento che tutto fosse finito". Non è stato un momento semplice: "Il contesto urbano, le preoccupazioni per l'ambiente, ma soprattutto il ricordo e il rispetto per le 43 vittime. La pazienza dei genovesi era comprensibilmente al limite. Altroché! I detonatori: elettronici, arrivati dalla Spagna. Mai usati prima, o meglio: esistevano anche da noi 15 anni fa, poi non sono stati più omologati. Se ne usavano di altri tipi che però, in questo caso, non avrebbero garantito la giusta, millimetrica, sequenzialità fra gli inneschi delle cariche. Io li ho richiesti e li hanno ri-omologati ad hoc per il Morandi".

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