calvizie

Francesco Facchinetti si racconta: "Le avevo provate tutte, poi... Ecco la mia vita con i capelli nuovi"

Cristina Agostini

Sono Francesco Facchinetti. Sì, sono io, quello del Capitano Uncino. Il figlio dei Pooh! Sì, di tutti e 4. Nella mia vita ho avuto tante fortune, lo ammetto. Ma anche qualche sfiga. Mio padre non mi ha tramandato la sua splendida voce ma mi sono cuccato la parte del suo Dna che dice: "A 20 anni ti cadranno tutti i capelli". E così è stato... Le ho provate tutte, sì tutte quelle che potreste pensare e anche di più. La prima cosa è fingere di essere cool per nascondere la crapa pelata, detto in parole povere mettere un cappello dalla mattina alla sera e dire che stai lanciando una nuova tendenza. Ho tenuto un cappello in testa più delle ore che ho passato a letto da quando sono nato ad oggi. Volevo fare il figo della situazione, in verità non volevo far vedere che stavo perdendo i capelli e la mia testa stava diventando Piazza Del Duomo. Poi è arrivata l' era delle fiale che favoriscono la crescita naturale del capello. Ma io mi domando, se il capello non cresce naturalmente, cosa stai favorendo? A quel punto ho provato il Toppik, detta anche polverina magica o, come dice mio padre, segreto di Suzie Wong. Sono dei micro capelli che ti riempiono i buchi che hai in testa. L' effetto è gradevole ma sporchi ovunque. Facevo l' amore e la mia fidanzata, vedendo tutto il cuscino nero, mi chiedeva sempre se mi scendeva la cenere dalla testa. L' OPERAZIONE - No, per carità, lo so di essere stato cenere, ma prima di ritornarci vorrei far passare un po' di tempo. Poi, con molto coraggio mi sono fatto l' autotrapianto di capelli: un' operazione chirurgica dove ti tolgono i tuoi capelli ad uno a uno e te li rimettono dove non ne hai. Ne ho tolti 6mila da dietro la testa e li ho messi dove avevo la piazza, o meglio, le piazze. Risultato buono ma un male della madonna e dopo 5 anni ti cadono tutti. In più, l' effetto che volevo io, era troppo lontano da quello che dopo il calvario dell' operazione mi sono ritrovato in testa. Io volevo essere Enzo Paolo Turchi. Io volevo la sua testa. Ormai avevo perso le speranze. L' unica cosa che mancava era il parrucchino, ma io non volevo perdere quei 4 peli che mi erano rimasti sulla cabeza e il parrucus, si sa, ti brucia quel poco di prato rimasto. L' INASPETTATO - Poi, come nei film con un lieto fine, come nei mondiali del 2006, accade l' inaspettato. Succede quella cosa che ti svolta la giornata, l' anno, la testa: incontro il mago dei capelli Fabrizio. Chi è Fabrizio? Fabrizio è Fabrizio, come l' uomo ragno è l' uomo ragno il supereroe, Fabrizio è Fabrizio il mago dei capelli. Io l' ho incontrato e gli ho detto: «Voglio i capelli come quando avevo 14 anni, voglio diventare il Re Leone». E lui lo ha fatto. In quel momento mi è venuto spontaneo dirlo al mondo intero: HO LA TESTA CHE MI SCOPPIA DI CAPELLI! Siamo nel 2020 e un uomo o una donna devono sentirsi liberi di dire che non avevano un pelo in testa e adesso hanno la foresta amazzonica. Io l' ho fatto, sto da dio e non me ne frega nulla di quello che gli altri possono dire. Ho fatto tana libera tutti. Ho dato la possibilità a chi ha avuto, ha, o avrà il mio stesso problema di non aver paura di raccontarlo e soprattutto di risolverlo. Se in testa non hai i tuoi capelli, non vuol dire essere uno sfigato. Anzi. Ora la domanda è: «Francesco cos' hai in testa, un parrucchino?». No, amici miei, la mia magia è una patch cutanea. E se volete sapere che cosa è, non chiedete a me. So fare tante cose ma per le magie sentite pure Fabrizio! di Francesco Facchinetti