Precarità made in Italy

Farinetti, paga di 8 euro all'ora ai suoi dipendenti

Nicoletta Orlandi Posti

Con otto euro l'ora, per quanti straordinari tu possa fare, è davvero molto difficile mettere su famiglia e sperare di comprare una casa. Eppure quando Oscar Farinetti(l'imprenditore di riferimento di Matteo Renzi, quasi un ministro ombra, un consigliere per il sindaco fiorentino), aprì a Bari il primo Eataly aveva promesso ai giovani posti di lavoro e un tenore di vita dignitoso. Promesse da marinaio, visto che il marchio sbarcò nella città del porto pugliese. Ma le cose non sono diverse neanche a Roma, nel mega store di cibo a chilometro zero, prodotti biologici, prelibatezze made in Italy, accanto i treni di Montezemolo e della Valle. Carlo Tecce del Fatto è andato a fare quattro chiacchiere con alcuni dei giovani che lavorano lì. Certo, il lavoro è lavoro e già il fatto che lo abbiamo è un fatto positivo, ma da qui a dire che la busta paga sia "il giusto" riconoscimento per quello che fanno ce ne passa. "Tu credi che con 800 euro al mese puoi avere quel che tu pensi sia giusto?. E, sì, perchè i dipendenti di Eataly lavorano 40 euro a settimana, comprese le domeniche quando capita o quando devi, per 8 euro lordi ogni sessanta secondi. E quello che hanno in mano non è un contratto a tempo indeterminato. La prassi è questa: si lascia il curriculum alle casse, ti chiamano dopo una settimana e se hai esperienza di ristorazione ti offrono un periodo (sette giorni) di prova. Se la superi ti fanno un mese di contratto alla scadenza del quale te lo rinnovano di altri due. E così via. Niente contratti a tempo indeterminato. Anche la precarietà è un made in Italy. Quando i sindacati hanno fatto presente la cosa a Oscar Farinetti, l'imprenditore di successo ha risposto: "I sindacati sono medioevali. Mi rifiuto di partecipare a questi tavoli del cavolo". Chissà se sarà d'ispirazione per il nuovo "job act" di Matteo Renzi...