il sindaco

Alessandro Sallusti bacchetta Sgarbi: "Multe a chi indossa la mascherina? Io chiamerei l'ambulanza del servizio psichiatrico"

Ha fatto parecchio discutere la scelta di Vittorio Sgarbi, primo cittadino di Sutri (Viterbo, Lazio), di multare chiunque indossi la mascherina. A definirsi del tutto contrario alla decisione del critico d'arte è stato Alessandro Sallusti. "Caro Sgarbi, non ho ben capito, in quella Babele che è oggi la comunicazione politica, se l'ordinanza che vieta a Sutri l'uso delle mascherine all'aperto l'hai solo annunciata o anche firmata nella tua qualità di sindaco - esordisce nel suo editoriale sul Giornale -. Se fosse il primo caso trovo la mossa geniale come la maggior parte delle cose che dici e che fai, una provocazione dannunziana per attirare l'attenzione su un problema reale (le libertà personali), su una bellissima città e, perché no, anche su di te. Se, viceversa, quell'ordinanza esiste davvero ed è in vigore, be' allora non mi trovi d'accordo per un motivo molto semplice: si tratta comunque di un divieto, all'incontrario, ma pur sempre un divieto".

 

 

Per il direttore un cittadino deve essere libero di scegliere quello che meglio crede per sè, senza dover rendere conto a nessuno. Non solo, perché tra l'imposizione a dover tenere la mascherina e l'obbligo di non indossarla c'è una differenza abissale: "Se l'imposizione della protezione può essere in qualche modo giustificata dalla necessità di proteggere il prossimo - prosegue Sallusti -, la sua abolizione non porta alcun beneficio a nessuno". E così l'unica conclusione: "Io a Sutri camminerei tranquillamente a viso scoperto, ma se per caso mi venisse in mente di proteggermi e un tuo vigile me lo contestasse, per difendere la mia libertà avrei un'unica scelta: chiamare il 113 o, forse, meglio, l'ambulanza del servizio psichiatrico".