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Otto e Mezzo, Lilli Gruber stana Travaglio: "Cosa ne pensi?". Clamoroso: risposta imbarazzante sul dpcm di Conte

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A stanare Marco Travaglio, stavolta, ci pensa Lilli Gruber, a Otto e Mezzo in onda su La7 martedì 20 ottobre. Già, perché il direttore del Fatto Quotidiano non ha ancora detto la sua sull'ultimo dpcm di Giuseppe Conte contro il coroanvirus, criticato a più latitudini e bersaglio anche di fuoco amico. Dunque, Lilli chiede a Travaglio: "Ma cosa ne pensi di queste misure?". La risposta, però, è piuttosto imbarazzante. Una lunghissima supercazzola. Travaglio premette: "Bisogna fare cose che servono, non tanto per fare. Bisogna studiare bene i dati. Le differenze sono enormi rispetto a marzo e aprile" e un sacco di bla bla bla. E ancora: "Non ci mancano né attrezzature né i soldi. Qual è il problema oggi? Si è molto abbassata l'età dei contagiati, in gran parte asintomatici: il 75% del contagio avviene in famiglia, così come spiegava uno studio che abbiamo pubblicato sul Fatto oggi". Si, ma le risposte? Dopo un lungo pippone introduttivo, Travaglio continua a snocciolare banalità: "Bene le misure di distanziamento, bene evitare luoghi affollati, bene il ritorno allo smart-working e bene le chiusure localizzate". Ecco, solo a questo punto, Travaglio trova il modo di promuovere Conte e il dpcm: "Trovo estremamente importante che il governo abbia responsabilizzato comuni e regioni. Queste leggi permettono di fare le zone rosse nei mesi decisivi", ha scandito. "Chiaro, Marco", ha tagliato corto la Gruber. Già, le risposte latitavano.

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