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Myrta Merlino a L'aria che tira: "Che ci faccio con 600 euro?", le "promesse tradite" da Giuseppe Conte

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È ormai chiaro che l’Italia è andata nel pallone a causa del ritorno prepotente dell’emergenza coronavirus. “Credo che noi ci siamo incasinati con la seconda ondata, dopo la prima che abbiamo vissuto con grande paura e incertezza ma anche con coesione, solidarietà e voglia di fare insieme”: così Myrta Merlino ha aperto la nuova puntata de L’aria che tira, che la vede sempre partecipare da casa mentre in studio a fare le sue veci c’è David Parenzo. “Siamo arrivati impreparati a questa seconda ondata - ha sottolineato la conduttrice di La7 - e questo ci ha procurato una gran dose di rabbia che temo stia dilagando nel paese. Ieri ci chiedevamo se Napoli fosse un caso isolato, invece sembra proprio l’inizio di qualcosa”.

Ci sono però delle cose da dire sulle rappresaglie verificatesi in diverse città italiane: “In quelle piazze c’è tanta gentaglia, criminalità, strumentalizzazione ma non solo perché comunque il clima nel paese è avvelenato, la gente si sente tradita dalle promesse e dalla litigiosità della politica, che non mostra coesione e si scaglia in un tutti contro tutti proprio adesso che ci chiedono nuovamente di fare dei sacrifici. Non è semplice ingoiare un Dpcm che mette in difficoltà molte categorie con questo sfondo politico”. Per la Merlino paradossalmente sarebbe stato meglio chiudere tutto “perché mette tutti sullo stesso piano, anche se è terribile”, mentre colpendo solo alcune categorie si è alimentata soltanto la rabbia di chi dovrà chiudere: “Forse sarebbe stato il caso che prima venissero messi i soldi dei ristori da parte e poi decise le chiusure. Ieri in piazza tutte le persone ci dicevano la stessa cosa, ovvero che hanno paura perché con 600 euro in tre mesi ne escono distrutti”. Infine la Merlino ha svelato di aver ricevuto un messaggio dal proprietario di un negozio che sarà costretto ad abbassare la saracinesca: “Mi ha scritto un parrucchiere napoletano dicendo che con la sua attività vivono tre famiglie per un totale di 12 persone. Si chiede che cosa se ne fa di 600 euro? Questo è il vero tema”. 

 

 

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