Mister manetta

Marco Travaglio a Belve su Silvio Berlusconi: "Tutto per salvarsi le chiappe, tanto di cappello"

Un Marco Travaglio che si confessa a cuore aperto, quello che andrà in onda venerdì 11 giugno su Rai 2. Il direttore del Fatto Quotidiano, ospite di Francesca Fagnani Belve, ha raccontato vicende private, insomma dettagli su cui prima non aveva mai indugiato. Uno di questi riguarda la sua prima e unica canna: "L'ho fumata con i colleghi del Fatto per una scommessa persa". Un'ammissione che non è bastata alla conduttrice sempre più incuriosita, tanto da "costringere" Travaglio a proseguire nel racconto: "Qualche anno fa, hanno organizzato un viaggio a Marrakech Beatrice Borromeo e i mie colleghi Silvia Truzzi, Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Cinzia Monteverdi. Ho fatto il primo tiro, non è successo niente, e tutti mi guardavano come se fossi un animale raro. Ho fatto un secondo tiro e non è successo niente. Al terzo tiro se la sono ripresa e se la sono fatta loro perché hanno capito che andava sprecata".

 

 

Ma tra le tante domande rivolte c'è anche quella sul rapporto, questo molto meno privato, con Silvio Berlusconi. Una guerra, tra i due, con Travaglio che ha costruito una carriera tutta contro il Cavaliere. A proposito la Fagnani ha chiesto al giornalista di ricambiare i complimenti che il leader di Forza Italia gli ha riserbato, nella speranza (vana) che venisse sotterrata l'ascia di guerra. "Sicuramente - ha ammesso del leader di Forza Italia - è l’uomo più tenace, più resistente, resiliente che si sia mai visto nella storia. È uno che per puntiglio, e per tigna, e anche per salvarsi le chiappe, ha resistito a qualunque cosa. Forse c’è solo la Raggi che ha resistito tanto quanto lui ... Tanto di cappello alla resistenza". Sulla simpatia poi Travaglio non ha dubbi: "Io credo che se non fosse entrato in politica, andarci a cena sarebbe stato molto più divertente che andare a cena con tutti gli altri uomini politici che abbiamo visto, che sono tendenzialmente noiosi e quasi tutti mediocri".

 

 

Giuseppe Conte compreso? Non proprio: "Mi è capitato di cenare una volta con lui proprio durante la lavorazione del libro perché gli dovevo chiedere un sacco di chiarimenti, soprattutto sulla parte della ricostruzione del Recovery". Prima di concludere l'intervista la compagna di Enrico Mentana ha voluto chiedere una curiosità su una voce del passato: "Che qualcuno la consideri gay la sorprende?". "Sì - ha spiegato - è girata anche questa. Mi sono sempre domandato perché… Non ci troverei nulla di male a esserlo se lo fossi, e se lo fossi lo direi, non lo nasconderei".