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Vaccino, Burioni contro Djokovic: "Esenzione medica per gli Australian Open? Vergogna, è intollerabile"

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Sta facendo parecchio discutere la concessione fatta a Novak Djokovic, che giocherà agli Australian Open grazie a una speciale esenzione che gli garantisce di andare a Melbourne senza rivelare il proprio stato vaccinale. Il numero uno del mondo si è sempre detto scettico sul vaccino e non ha mai voluto rivelare se si sia immunizzato oppure no. Anche se la sua posizione sembra molto chiara. L'annuncio sulla partecipazione ai giochi l'ha fatta lo stesso Djokovic sul suo profilo Instagram: "Sto andando in Australia con un permesso di esenzione. Let's go 2022!".

 

 

 

Gli è stata garantita, insomma, un'esenzione dalle autorità australiane, che di norma richiedono la certificazione vaccinale per l'ingresso nel Paese. E anche dall'organizzazione del torneo, che permette solo a chi è vaccinato di partecipare. In molti non hanno trovato giusta questa concessione. E sui social c'è anche chi chiede di boicottare il torneo. Sulla questione si è espresso pure Roberto Burioni, che su Twitter ha scritto: "Gli UNICI motivi validi per un'esenzione medica dal vaccino sono una gravissima anafilassi in occasione della prima dose o una grave allergia a uno dei componenti del vaccino: l'esenzione concessa a Djokovic non è dunque minimamente credibile. Vergogna".

 

 

 

Il virologo, poi, si è associato alla proposta fatta dal giornalista Paolo Berizzi: "Vorrei che tutti gli altri tennisti in cartellone agli Australian Open - che hanno rispettato le regole e si sono vaccinati - rinunciassero a giocare". A tal proposito Burioni ha scritto: "Mi associo a questa richiesta. Un campione sportivo gode di immensi benefici, ma è tenuto anche a dare il buon esempio. In un momento come questo il comportamento di Djokovic e degli australiani è intollerabile e non deve essere tollerato".

 

 

 

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