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Enrico Mentana picchia duro: "Come in ogni paese civile. Se arriva qualcuno in gravi condizioni...", il virologo demolito

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Per Enrico Mentana di fronte alla sanità le distinzioni tra non vaccinati e vaccinati non devono esistere. L'amaro sfogo arriva su Facebook dopo che lui stesso ha provato sulla propria pelle cosa comporta il coronavirus. "In Italia c'è un sistema sanitario universale, al quale hanno diritto tutti - è l'esordio -. In Italia la Costituzione tutela ogni cittadino nel diritto alla salute". E ancora: "In Italia, come in ogni altro paese civile, la professione medica è vincolata a doveri che vengono riassunti nel giuramento di Ippocrate. Se in un pronto soccorso arriva una persona in gravi condizioni per aver tentato il suicidio viene trattata, a seconda delle sue condizioni, nello stesso modo di chi è rimasto vittima di un incidente".

 

 

Secondo il direttore del Tg di La7 non dobbiamo creare "divisioni ulteriori sul nulla", perché "in Italia sono morte di Covid 142mila persone. La pandemia ci attacca da due anni. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di dividerci sul settore della sanità". Una chiara frecciata a quei virologi ed esperti che spesso e volentieri hanno ammesso di non aver intenzione di curare chi si è sottratto alla somministrazione del vaccino.

 

 

Lo stesso Mentana ha ammesso, dopo giorni di silenzio, di aver contratto il virus. "Oggi torno al Tg, dopo dieci giorni - faceva sapere ai suoi telespettatori -. Dopo averne parlato per due anni, anche io come milioni di altri italiani ho incontrato il Covid. Ne parlo solo a isolamento finito perché una malattia è sempre un fatto privato, ma soprattutto per rispetto a tutti quelli per i quali è stata un'esperienza più dolorosa. Ho presente la fortuna di averlo contratto solo ora, in questa forma meno pericolosa, e con lo scudo di tre dosi di vaccino. Ci vediamo stasera". Nonostante questo secondo Mentana di fronte alla sanità la differenza tra lui e un No vax non deve esistere.

 

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