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Otto e mezzo, Carlo De Benedetti: "Mario Draghi al Quirinale? Troppa paura", ecco perché ha "fallito"

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"Carlo De Benedetti il 3 novembre aveva predetto tutto": Lilli Gruber ha accolto così l'editore del quotidiano Domani a Otto e mezzo su La7. L'ingegnere, infatti, già ospite del talk qualche mese fa, aveva detto che, a suo parere, nulla sarebbe cambiato: Mario Draghi sarebbe rimasto a Palazzo Chigi e Sergio Mattarella si sarebbe detto disponibile a un mandato bis al Quirinale, come poi è successo. Di fronte a questa evidenza, De Benedetti ha spiegato che non aveva nessuna fonte particolare a supporto, solo intuito. 

 

 

 

"Sono contento, quello che è successo è successo nell'interesse del Paese - ha continuato poi De Benedetti -. Mi unisco a quelli che ringraziano Mattarella per lo sforzo e l'impegno preso". Quando la conduttrice gli ha chiesto se pensa che il premier Draghi ne sia uscito sconfitto, l'ingegnere ha risposto: "No, lui non ha capito una cosa a mio parere evidente, cioè che questo Parlamento non l'avrebbe mai votato perché la paura di andare a casa era troppo elevata".

 

 

 

Il problema, quindi, sarebbe da ricercare soprattutto nei peones e in generale in tutti i parlamentari che temevano le elezioni anticipate. Ma secondo De Benedetti non è questa l'unica motivazione che ha ostacolato Draghi nella sua salita al Colle. Ce ne sarebbe pure un'altra: "I primi della classe non sono mai amati da quelli più bassi in graduatoria", ha detto, parlando infine di una classe politica mediocre.

 

 

 

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