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Sladkov, il video clandestino: "La verità sulla guerra... ?", Putin accoltellato dall'ex fedelissimo. Clamoroso in Russia

Gabriele Galluccio
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La Russia sta perdendo nel Donbass? A instillare il dubbio non è l’Ucraina e nemmeno la Nato, ma addirittura un reporter di guerra russo, considerato uno dei principali propagandisti di Vladimir Putin. A margine dei festeggiamenti per la "Giornata della Vittoria" del 9 maggio, Aleksandr Sladkov ha osato criticare i generali e l’esercito di Mosca, affermando che non stanno ottenendo alcun risultato concreto neanche nel Donbass, dopo aver già fallito nella prima fase del conflitto, quella in cui la Russia ambiva alla presa di Kiev e al rovesciamento di Volodymyr Zelensky.

 

 

Sladkov è sempre stato schierato con Putin, non a caso è considerato uno dei più importanti propagandisti in ambito militare: è un giornalista del canale televisivo statale Rossija 1, per questo le sue parole stanno facendo molto rumore. Sladkov ha condiviso un video - girato in una stanza buia di Donetsk - che segna un netto cambio di tono nei confronti del Cremlino e della cosiddetta “operazione militare speciale”: le sue critiche sono quasi un atto rivoluzionario e potrebbero avere ripercussioni pesanti, nonostante il giornalista abbia sostanzialmente detto la verità. Ovvero che l’esercito russo si è arenato nel Donbass, dove la dura resistenza ucraina fa sì che non sia stato registrato alcun progresso significativo negli ultimi giorni. Una situazione che starebbe scoraggiando le truppe, al punto che alcuni ufficiali russi avrebbero disobbedito agli ordini militari.

 

 

L’intervento di Sladkov è iniziato con un attacco alle forze ucraine, accusate di aver bombardato il distretto di Leninskiy, a Donetsk, causando la morte di una donna e di un ragazzo di 16 anni. “Sapete perché questi attacchi stanno accadendo? Perché non riusciamo a cacciare gli ucraini dalla città - ha dichiarato Sladkov - perché non ci riusciamo non lo so. Non dovremmo criticare, ma stiamo attaccando con un rapporto di uno a uno. Stiamo trasformando in un’impresa un’operazione che dovrebbe essere di routine. Capisco che è difficile parlarne, ma almeno qualche folle deve farlo! Anche se è oggi, anche se sono io”.

 

 

Poi Sladkov è anche stato vittima di un lapsus: “Siamo abbastanza indecisi in questa guerra… ehm… operazione militare speciale. Gli ucraini stanno andando avanti, iniziano a sentire che possono vincere”. A causa dell’autoritarismo di Putin, e dei suoi ben noti “metodi” per contrastare gli oppositori o chi decide di cantare fuori dal coro propagandistico, è molto raro vedere personaggi pro-Cremlino parlare negativamente dell’esercito russo. Evidentemente la situazione inizia a essere insostenibile anche per qualche “fedelissimo”: d’altronde Putin aveva previsto che le sue forze avanzassero rapidamente e prendessero Kiev altrettanto celermente, rovesciando il governo. Invece così non è stato: la Russia è stata trascinata in un conflitto prolungato, con l’Ucraina che non mostra segni di cedimento e continua a essere rifornita dagli alleati occidentali.

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