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Maria Zakharova, di chi è figlia la portavoce che insulta Giletti: Non è l'Arena, ora si capisce tutto...

Maurizio Stefanini
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Direttrice del Dipartimento Informazione e Stampa del Ministero degli Esteri della Federazione Russa nonché portavoce del ministro Sergej Lavrov, Maria Vladimirovna Zakharova dovrebbe in teoria in questo momento stare al mare, o simili.Il 16 febbraio aveva infatti "avanzato" «ai media di disinformazione americani e britannici, Bloomberg, New York Times, il Sun, eccetera» la richiesta di «annunciare l'esatta scaletta» delle invasioni russe per l'anno in corso, in modo da poter "pianificare le vacanze". «Il 15 febbraio 2022 rimarrà nella storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra occidentale. Umiliati senza nemmeno sparare un colpo», scrisse anche. Ma una settimana dopo l'invasione ci fu sul serio, e Maria fece fare a quella promessa la stessa fine che i gerarchi caduti in disgrazia facevano nelle foto con Stalin.

 

 


Ma anche una tale faccia tosta è una dote. Anzi, forse la massima dote, quando si deve esercitare un ruolo come quello che sta esercitando.
Nata nel 1975, cresciuta presso l'ambasciata sovietica a Pechino tra i 6 e gli 11 anni, sposatasi nel 2005 presso il consolato russo a New York, una figlia di 11 anni, la "carnefice" di Giletti è figlia di un diplomatico. Suo padre, Vladimir Zakharov, fu infatti l'ultimo ambasciatore dell'Unione Sovietica nella Repubblica Popolare Cinese, mentre sua madre Irina era una storica dell'arte. In Sinologia ha preso la sua laurea presso la Facoltà di Giornalismo presso l'Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali, e all'ambasciata russa a Pechino è tornata per fare un tirocinio pre-laurea. Ma poi è diventata redattrice del mensile del Ministero degli Esteri, Diplomati eskijvestnik. E al giornalismo al servizio del Ministero degli Esteri russo si è poi dedicata: direttrice del servizio stampa della rappresentanza russa all'Onu a New York tra 2005 e 2008; vicedirettrice del Dipartimento Informazione e Stampa del Ministero tra 2011 e 2015; infine, dall'agosto 2015, prima donna direttrice.

 

 


Non c'è dubbio che il suo phisique du rôle da attrice abbia avuto una notevole importanza nell'immagine di rinnovamento di Putin. Però quasi subito scioccò la stampa occidentale, quando rispose alle accuse di interferenze russe nelle elezioni Usa, dicendo con accento ebraico caricaturale che semmai erano stati emigrati ebrei russi a manipolare il voto. Nel 2019 fece gli auguri per i 75 anni dallo sbarco in Normandia dicendo che comunque non era stato il D-Day a vincere la guerra, ma l'Armata Rossa! Insomma, si è specializzata nell'esercizio di servire la diplomazia con stile non diplomatico e sgradevole, come ha appunto sperimentato il povero Giletti. Ma è appunto lo stile che ci vuole per affermare verità orwelliane tipo che in Ucraina non c'è stata alcuna aggressione. 

 

 

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