Secondo round

Non è l'arena, Alessandro Sallusti a Giletti: "Sei andato a Mosca, sai cosa dovevi fare?"

"Io ritengo che insultare così non aiuta". Massimo Giletti e Alessandro Sallusti si confrontano a distanza a Non è l'Arena, una settimana dopo che il direttore di Libero si era sfilato l'auricolare e aveva abbandonato il collegamento con gli studi di La7 per protesta con la missione del conduttore a Mosca. In quell'occasione, Sallusti aveva definito "cog***e" il giornalista russo Vladimir Solovyev, accanto a Giletti, e "una cretina" la portavoce del ministro degli Esteri Lavrov, Maria Zakharova, oltre ad aver etichettato il Cremlino con l'ormai mitologica espressione "palazzo di m***a". 

 

 

 

"Io ero lì per capire, punto", si difende ora Giletti. "Ma per capire non c'era bisogno di andare a Mosca per capire che stanno facendo una guerra - ribatte Sallusti -. Hai intervistato la portavoce del ministro degli Esteri, ma cosa vuoi che ti dicesse? Non è che così si capisce". "Non soffermarti sul 'marziano' o il 'bambino' (così la Zakharova aveva definito Giletti), loro ci dicono: 'Voi avete fatto quello che volevate in Iraq, Libia o Serbia, in Ucraina dovevate lasciarci stare'. Non è propaganda, è la visione russa. La Zakharova non mi sembra una cretina".



Sallusti a Giletti: "Sai cosa devi dire agli ucraini?". Guarda il video a Non è l'Arena
 

"Sì, a me sembra cretina - rincara la dose il direttore di Libero -. Tu dovresti andare dal popolo ucraino e dirgli: ho capito perché vi ammazzano le mogli e le figlie, perché sono fatti così. Non mi sembra una grande idea. Comunque forse c'è un equivoco: il problema non sei tu che li hai intervistati, il problema sono loro che stanno facendo una operazione criminale dando la colpa a noi".