Terrore e violenza. Mercoledì 26 novembre, l’inviata di Fuori dal Coro - il programma condotto da Mario Giordano su Rete 4 - Costanza Tosi è stata sequestrata all’interno di una macelleria halal di Roubaix, nel nord della Francia. La giornalista si trovava nella cittadina - dove la presenza della comunità musulmana è particolarmente significativa - per realizzare un servizio sulla diffusione delle carni halal. Durante una tappa in uno dei negozi del centro, il suo lavoro giornalistico ha suscitato una reazione violenta da parte di alcuni uomini, che le hanno strappato il telefono e l’hanno trattenuta per circa un’ora prima di permetterle di andarsene. Secondo quanto anticipato dalla redazione del programma, l’episodio sarà ricostruito da Giordano nel corso della puntata di domenica 30 novembre su Rete 4.
A fornire una ricostruzione dettagliata di quanto accaduto è stata la stessa Tosi, interpellata da La Verità. La giornalista spiega di essere entrata nel negozio per alcune domande di rito al proprietario. I primi scambi, racconta, erano stati cordiali, fino a un improvviso cambio di atteggiamento: "Quando mi ha detto di appoggiare il telefono ho pensato, semplicemente, che non volesse essere ripreso. Ho fatto come mi ha chiesto, ma non mi aspettavo certo quello che poi è successo".
L’uomo avrebbe afferrato il cellulare e, poco dopo, sarebbero intervenuti altri due individui. Una scena concitata, nella quale - spiega sempre la Tosi - i tre tentavano di sbloccare il telefono. Da quel momento, la situazione è rapidamente degenerata. Quando lei ha proposto di cancellare personalmente il video oggetto della loro preoccupazione, la risposta è stata un netto rifiuto. Al contrario, insistevano per ottenere il codice di sblocco, con minacce esplicite: "Il primo uomo ha minacciato di buttarlo nel tritacarne se non gli avessi risposto".
A quel punto le hanno fisicamente impedito di uscire dalla macelleria. "Nella stanza sono entrate anche alcune donne che hanno bloccato la porta, in modo da non farmi uscire". Dunque la giornalista ha provato a insistere, sottolineando la gravità di quanto stava accadendo, e per tutta risposta uno degli uomini le ha intimato: "Se continui ancora ti tiro un destro in testa", il tutto mentre gli altri presenti ridevano.
Dopo oltre un’ora di intimidazioni e paura, allo stremo delle forze, la giornalista ha ceduto, rivelando il codice di sblocco del telefono. Da quel momento, riprende, "con il mio telefono hanno fatto di tutto: hanno cancellato i video, sono entrati nei profili social, hanno fotografato i dati personali in modo da sapere chi sono e dove abito. Ridevano di me per umiliarmi e continuare a farmi paura". Dunque è stata obbligata a "chiedere scusa per tre volte":
"Quando sono andata in caserma gli agenti mi hanno accolta sottolineando che non avrei dovuto registrare quei video senza permesso". E ancora: "E, come fosse una cosa normale, mi hanno informata che di solito, per entrare nel quartiere in cui mi ero addentrata, bisogna chiedere prima all’imam...", conclude la Tosi.