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Dalla tradito dai suoi amori: i gay e la Chiesa

Scatenati i siti degli omosessuali: "Non ha mai fatto outing: è morto da etero". E la Cei impone un funerale senza musica

3 Marzo 2012

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Dalla tradito dai suoi amori: i gay e la Chiesa

«Lui omosessuale che non nascondeva di esserlo». Questa frase del servizio del TgLa7 che raccontava il Lucio Dalla intimo ha spiazzato qualcuno. Gaffe? O verità indicibile?
Il cantautore bolognese non ha mai fatto outing, non ha mai detto di essere gay così come non l’ha mai smentito. E ora, da una parte e dall’altra, omo e anti-gay, bisticciano sulla faccenda. Nel 1979 l’artista parlò dell’argomento con la rivista Lambda, il giornale omosessuale che  nel 1981 si chiamerà Babilonia. Domanda:  «Non ritieni che una tua eventuale dichiarazione di omosessualità darebbe un grosso contributo?». Risposta: «No! A parte che non è proprio così. Non mi interessa parlarne perché dovremmo stare per giorni interi, ma poi mi sembra così poco informativo, poco divulgativo, e poi credo proprio che non ve ne sia bisogno nel caso fosse vero. Io sostengo, invece, da tempo, che sul piano dell’ortodossia dei propri sentimenti, della propria sessualità, che ognuno deve comportarsi sempre correttamente secondo quella che è la sua organizzazione mentale, la sua organizzazione sociale, ma da qui a fare delle dichiarazioni di voto mi sembra ridicolo… Non appartengo a nessuna sfera sessuale...».
Insomma Dalla ha tenuto per sè la sfera privata, al contrario di altri colleghi che – in epoche diverse – hanno fatto del coming out (anche) un potente strumento di marketing. Lui non aveva nulla da comunicare, oppure non aveva voglia, o bisogno, di farlo.   Ma oggi c’è chi lo critica. Come il sito Gay.it, che scrive: «Dalla è morto da eterosessuale». Il sito si fa forte delle dichiarazioni di Franco Grillini, gay dichiarato e responsabile diritti civili e associazionismo dell’IdV, concittadino del cantautore:  «Ricordo che in un’intervista, Lucio aveva nettamente preso posizione a favore dei diritti delle persone omosessuali, delle loro rivendicazioni e delle coppie gay. Dalla è stato uno dei pochi cantautori italiani a dedicare, direttamente ed indirettamente, diverse canzoni al mondo omosessuale come l’indimenticabile Ciao a te».
 Grillini scrive anche su Twitter: «Dalla: ognuno farà l’amore come gli va, ciao Lucio, ci hai regalato un po’ di libertà», e poi «Dalla non ha avuto il coraggio del coming out anche se lo sapevano tutti. Dalla era un uomo di altri tempi. Siamogli comunque grati». La sensazione è quella che il mondo gay gli rinfacci qualcosa.
Mentre la stampa cattolica (da Avvenire all’Osservatore Romano) celebra Dalla come cantante e come uomo di grande fede, il sito estremista Pontifex (lo stesso che aveva definito la morte dell’operaio Francesco Pinna «punizione divina» per Jovanotti) condanna le «debolezze sessuali ben note e pietosamente attenuate», e sostiene che non sia «pensabile trascurare le sue posizioni ambigue e spesso  favorevoli all’omosessualità praticata ed all’orgoglio gay». Ergo: «Perdiamo un cantante di classe, ma un pessimo cristiano».  
Gay.it, poi,  tira in ballo la lunga e chiacchierata amicizia tra Dalla e  il cantautore Ron e ricorda l’intervista che nel 2009 il suo “allievo” Samuele Bersani rilasciò a Vanity Fair. «Non ho mai visto Lucio mano nella mano con un uomo e non so che cosa faccia in privato: sono affari suoi», dichiarò Bersani. «Vero è che, all’inizio della mia carriera,  mi ha fatto fare un disco in cambio di niente. E che oggi sono orgoglioso di essere suo amico. Lucio è un maestro, e mi dispiace che si dicano queste stronzate da parrucchiere». Immaginiamo che adesso domande maliziose saranno poste al suo amico più caro, il trentenne attore Marco Alemanno, suo collaboratore, spesso fotografato con lui.

Il sito Gay.it conclude citando il servizio “incriminato” del TgLa7: «Un addio forse scritto di fretta per la morte arrivata inaspettata che lo ricorda come  “omosessuale che non nascondeva di esserlo”. Un errore del giornalista che suona come una beffa per chi, come Lucio Dalla ha tentato tutta la vita - e ci è riuscito - di morire eterosessuale». Forse è il caso di dire che Dalla non è morto né da omosessuale né da eterosessuale.
È morto da Lucio Dalla, il che non è poco.

di Alessandra Menzani

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Commenti all'articolo

  • foxarchitect88

    04 Gennaio 2015 - 14:31

    Si dice coming out.

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  • nevenko

    08 Marzo 2012 - 17:11

    Rispettabilssima persona che non ha consentito ai morbosi etero e gay di diventare oggetto di becero gossip.Complimenti Lucio.

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  • eureka.mi

    08 Marzo 2012 - 15:35

    La vita era la sua e suo il diritto di gestirsela come meglio credeva. Siccome nessuno può dire nulla, vista la riservatezza di Lucio Dalla, mi auguro che giornalisti come l'Annunziata ed i vari comitati gay abbiano un po' di decenza nel lasciare in pace almeno i morti.

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