Il bestiario

Pansa: votare è inutile, governerà ancora la crisi

Giulio Bucchi

  di Giampaolo Pansa Confesso di essere attratto anch’io dal gioco delle elezioni. Chi vincerà? Il centrodestra forse no. Silvio Berlusconi s’illude di ritornare sulla scena, rifare l’alleanza con la Lega e trionfare per l’ennesima volta. Ma penso che sia soltanto un sogno. Forse vincerà la sinistra, però non sappiamo ancora quale e con chi. Pier Luigi Bersani può farcela da solo? No. Può riuscirci in compagnia di Nichi Vendola?  Credo di no. Potrebbe vincere  stringendo un patto anche con Pier Ferdinando Casini, ma poi dovrebbe far convivere il diavolo e l’acqua santa. Le variabili, e dunque le incognite, sono troppe. Per questo il gioco delle elezioni dopo un po’ mi stanca. Ed è la stanchezza a obbligarmi a pensare sempre più spesso che votare sia diventato inutile. Sto parlando dell’Italia di oggi e del domani più vicino, quella del 2013 e forse del 2014. Perché inutile? Perché in casa nostra esiste già un vincitore: è la gravissima crisi economica e sociale che ci sta sommergendo. Sarà la crisi a comandare e a governarci. Nel senso di imporci tutte le decisioni politiche più importanti e persino i comportamenti individuali. Forse non ce ne rendiamo conto sino in fondo. Ma l’Italia è caduta sotto una dittatura silenziosa, mai proclamata da nessuno e ogni giorno più spietata. Affiancata da una sub dittatura: quella dell’Europa, che ci detta una serie di regole alle quali non possiamo sfuggire. È vano cercare scappatoie. Anche l’ipotesi estrema, e sciagurata, di abbandonare l’euro per ritornare alla vecchia lira è soltanto un espediente sterile e pericoloso. Pure chi lo propone ha ben chiaro che sarebbe un salto nel buio, ma non vuole dirlo.   Leggi l'articolo integrale di Giampaolo Pansa  su Libero in edicola oggi, domenica 12 agosto