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Casini tiene lontano il CavL'Udc preferisce ancora Fini

Il leader dell'Unione di centro: "L'organizzazione dei moderati cosa troppo seria per essere banalizzata con le battute"

Matteo Legnani
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  Il nome di Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, non lo fa. Però è chiaro a chi si riferisce il leader dell'Udc quando, nella conferenza stampa convocata al gruppo della Camera per fare il punto sul federalismo e sulle misure varate dal consiglio dei ministri, spiega che «l'organizzazione e la rappresentanza dei moderati italiani è una cosa troppo seria per essere banalizzata con le battute». Quella di Casini è una nuova frenata rispetto all'offerta lanciata dal Cav, tramite Angelino Alfano, nei giorni scorsi: la sua non ricandidatura alla premiership in cambio dell'unità di tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra. Il leader dell'Udc, a caldo, si era limitato a prendere tempo augurandosi di non assistere all'ennesimo «stop and go» berlusconiano. Ieri, invece, Casini si è ufficialmente posizionato accanto al suo alleato Gianfranco Fini, da subito più freddo nei confronti dell'ex premier al punto da subordinare l'eventuale intesa ad una serie di paletti programmatici. Leggi l'articolo integrale di Tommaso Montesano su Libero in edicola oggi 11 ottobre  

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