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Renzi cinico: "Rottamazione? Parola trucema mi è servita per andare sui giornali"

Lo sfidante di Bersani si giustifica con il ghota della finanza e dell'imprenditoria milanese: "Questa espressione è volgare, ma mi ha dato credibilità"

Nicoletta Orlandi Posti
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  Il mea culpa di Matteo Renzi sulla parola che lo ha reso celebre è arrivato davanti banchieri, consulenti finanziari e colletti bianchi di vario genere. L'espressione 'rottamazione' per il candidato alle primarie del Pd è un'espressione "bieca, truce e volgare". Però, ammette, gli è servita: non solo gli ha portato "titoli sui giornali" e lo ha reso "credibile", ma che afferma anche "l'esigenza di un cambiamento radicale che è necessario per il Paese". "Non è solo l'idea di cambiare il gruppo dirigente di un partito - ha spiegato lui stesso nel corso della cena, presso la Fondazione Metropolitan di Milano, con la quale ha raccolto i fondi per sostenere la sua campagna - anche perchè non so quanti siano interessati al cambiamento dei dirigenti del Pd o del Pdl". In presenza di una crisi "che non ha fine" e di un "problema strutturale per cui certe cose non le si farebbe mai senza una spada di Damocle sulla testa", la 'rottamazione secondo Renzi' "non è tanto la proposta politica di un candidato alle primarie del Pd, ma è l'unica soluzione per affermare l'esigenza di un cambiamento radicale che è necessario al Paese, avendo il coraggio - ha spiegato ancora - di mandare in pensione un tabù e di lasciarsi alle spalle l'ultimo ventennio". Ad ascoltare Renzi l'altra sera c'era il ghota dell'imprenditoria e della finanza meneghina. Ognuno ha sborsato dai 500 ai 5000 euro per mangiare in piedi (due risotti, tante tartine, nessun secondo) con il "rottamatore". L'iniziativa, voluta dal golden boy della finanza, Davide Serra, fondatore del fondo Algebris famoso per il suo attivismo nell'azionariato delle Generali, è andata bene: 150 i commensali, quasi tutti con un portafoglio interessante: c'era il numero uno di Deutsche bank Italia, Flavio Valeri, il presidente di Lazard e Allianz Italia, Carlo Salvatori, l'ex dg di Bpm, Enzo Chiesa, Andrea Soro di Royal bank of Scotland e l'amministratore delegato di Amplifon, Franco Moscetti. Tra gli altri sono stati visti anche giovani manager di Mediobanca e professionisti di diversi studi legali milanesi. "Siamo qui per sentire", "ha meno di quarantanni può far bene al futuro del Paese" oppure "mi piace e lo sostengo" sono stati i commenti più gettonati tra gli invitati alla cena che si sono sorbiti il comizio di Renzi su corruzione, evasione, pensioni troppo alte, stipendi statali superiori alla media europea, costi eccessivi per la spesa pubblica rispetto al servizio prestato.   

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