Grandi manovre

Le strategie dei partiti per bloccare la carica dei grillini

Nicoletta Orlandi Posti

  Se il Movimento Cinque Stelle confermerà alle prossime Politiche le percentuali di preferenze ottenute in Sicilia, dalla prossima legislatura a Montecitorio ci saranno 120 grillini. Per ora sono deputati virtuali, ma i colleghi che occupano l'aula di Montecitorio già se li vedono seduti sugli scranni o sui divanetti, al bar o alla bouvette e un brivido corre lungo la schiena. Paura è la parola che meglio descrive lo stato d'animo dei deputati in scadenza che si rendono conto solo ora del prossimo arrivo del ciclone grillo anche a Montecitorio. E ovviamente cercano strategie per limitare i danni. "Saremo ciulati noi più di tutti", ammette il leghista Marco Desiderati al Fatto Quotidiano. "Oggi non abbiamo una linea e se ce l’abbiamo è quella di dialogare con Squinzi e i banchieri. I nostri militanti sono già attratti dalle sirene di Grillo. Lo so perché me lo vengono a dire. Al Nord sarà un bagno di sangue perché c’è un voto più libero che al Sud. La via gandhiana alle riforme non ci ha portato a nulla, non ci restano che le armi o un referendum sull’autonomia. Qui a Roma non si farà mai nulla”.  Beppe Fioroni ex ministro dell’Istruzione del Pd cerca di minimizzare: “Grillo non ha sfondato nell’astensionismo e ruba voti solo ai partiti. E a Parma quelli che l’hanno votato vorrebbero fare come Muzio Scevola e tagliarsi la mano". Poi svela al Fatto il trucco: "Se noi organizziamo due grandi campi è fatta”. In pratica Grillo come alibi per la Grande Coalizione o Monti- bis versione alleanza tra riformisti (Pd) e moderati (Udc, Montezemolo, Passera, Giannino, pezzi del Pdl). Insomma, un nuovo arco costituzionale è l’antidoto alla discesa dei nuovi barbari. Continua Fioroni: "I centristi devono riorganizzare l’area dei moderati attorno a Monti, finendo di smontare il berlusconismo che domenica è morto in Sicilia. Noi inglobiamo Vendola oppure no, tanto Vendola col Porcellum nemmeno entra in Parlamento, ed è fatta”. Ma dove si siederanno i grillini? La battuta - uguale sia per il leghista Desiderati che per il democratico operaio Antonio Boccuzzi - vista la debacle di Di Pietro in Sicilia è : “Si siederanno al posto dell’Italia dei valori”.  Quanto ai deputati di centro destra sembra regnare lo sconforto. Con il Pdl spaccato a metà: chi con Alfano, chi con Berlusconi, che ieri ha cambiato di nuovo idea e mandato a dire a Napolitano, tramite Gianni Letta, che lui non ci pensa a far cadere Monti. Questo però, fa notare il Fatto "per B., non vuol dire rinunciare alla sua lista di Salò, come la chiamò una volta Fabrizio Cicchitto, fedele ad Alfano. Il Cavaliere, la Santanchè tenteranno di inseguire il grillismo". Ne è convinta Michaela Biancofiore: “Nel momento del trionfo dell’anti-politica, l’unica strada da seguire è sciogliere il Pdl e permettere a Silvio Berlusconi un’offerta politica radicalmente nuova che non teme Grillo”, rivela al Fatto. Si consolano invece con una prossima legislatura destinata a durare poco Gennaro Malgeri e Salvatore Lauro: "Sarà ingovernabile, non durerà più di due anni”.