Polverini

"Ricandidarmi, perché no? Ci sto pensando". Ma come, Renata , di già?

Roberto Procaccini

Il salto dal sindacato alla politica, per Renata Polverini, malgrado tutto, è andato bene. Tant'è che ai microfoni di Sky Tg24 dice: "Ricandidarmi? Non lo so, vedremo. Sicuramente non ho intenzione di disimpegnarmi". Ma a che cosa pensa il governatore dimissionario del Lazio, di riprovare dove ha già fallito, la presidenza della regione? Ma no, punta più in alto. "Vedremo se ci sono le condizioni - afferma la Polverini - per una candidatura a livello nazionale". Insomma, Renata punta al Parlamento e tiene aperta la finestra sulle primarie del Pdl. Le dimissioni - Polverini, nata nel sindacato di destra Ugl e lanciata alla ribalta da Giovanni Floris nel suo talk Ballarò, è stata eletta alla regione Lazio nella primavera del 2010. Il suo governo è durato meno di tre anni: sommersa dall'inchiesta su Franco Fiorito e sui rimborsi ai gruppi consiliari, ha rassegnato dimissioni a singhiozzo a cavallo tra la fine di settemebre e l'inizio di ottobre. Prima (solo) annunciate, poi obbligate da quelle di massa di tutti i consiglieri dell'opposizione. La Polverini nicchia ancora sulla data delle nuove elezioni. Ora propone il 27 gennaio "se si terranno in quella data le regionali di Lombgardia e Marche", mentre rimanda al ministro Annamaria Cancellieri la decisione su un eventuale election day. "Non dipende da me" dice ora: peccato che fino a questo momento aveva glissato sulle nuove elezioni proprio per accorparle alle politiche. L'obiettivo, a suo dire, era risparmiare soldi. Come se tenere in piedi il carrozzone regionale svuotato di significati, fosse un risparmio.