Scintille

Riforme, tensione Renzi-Berlusconi

Ignazio Stagno

"I patti sono stati violati, e Renzi non ha rispettato la parola". L'umore di Silvio Berlusconi è pessimo. Dopo l'incontro con Giorgio Napolitano, l'ex premier attendeva notizie dall'incontro di questa mattina tra Matteo Renzi, Denis Verdini e Gianni Letta sul piano per le riforme. Le posizioni di Forza Italia e del Pd in questo momento sono ben lontane da quelle siglate col patto del Nazareno di qualche mese fa. Secondo alcune indiscrezioni raccontate dall'Huffingtonpost, l'incontro tra Verdini e Renzi è finito malissimo. "Si doveva approvare la legge elettorale e invece è stata posticipata, o non possiamo prendere a scatola chiusa questa bozza di Senato. O si cambia o votiamo contro”, avrebbe detto Verdini a Renzi. La richiesta è di riaprire la trattativa sul pacchetto di riforme, per arrivare a un nuovo patto. Magari suggellato da un nuovo incontro prima del 10 aprile. Il "no" di Renzi - Renzi non cede e avrebbe detto alla delegazione forzista: “Io vado avanti”. Spiegando che - come racconta sempre l'HuffPost-,  anche se dovesse venir meno il sostegno di Forza Italia, è pronto ad approvare le riforme a maggioranza semplice. Per poi trasformare il successivo referendum costituzionale in un plebiscito a favore del “cambiamento”. Ed è per questo motivo che l'umore di Berlusconi si è fatto cupo. Il Cav incontrando i suoi dopo l'incontro con Renzi avrebbe parlato di "rottura". Il Mattinale di Renato Brunetta scrive: “Senza Berlusconi affossa la concordia”. La Boschi non tratta - A far salire la tensione c'ha pensato anche Maria Elena Boschi. "Sul Senato elettivo al momento non ci sono spazi. L'accordo è stato siglato da Silvio Berlusconi come leader di Forza Italia, che ha confermato l'adesione a questo processo di riforma anche nei giorni scorsi. Se nel gruppo Fi ci sono posizioni diverse credo che troveranno una sintesi dentro Fi altrimenti ci chiederanno di cambiare l’accordo iniziale". Insomma a quanto pare non ci sono margini di trattativa. E il Cav è pronto alla guerra.