Il "bignami" delle idee

L'Italia oggi al votoTra fisco, lavoro e Imu:i programmi dei partiti

Lucia Esposito

Le urne si aprono. Domenica   l'Italia vota. Si sceglie un nuovo governo, e forse non basterà: l'esito delle elezioni è più incerto che mai, alta la probabilità che sia impossibile trovare una maggioranza nell'arco parlamentare) Tutti i leader hanno chiuso la campagna elettorale con un comizio finale (Pier Luigi Bersani e Grillo a Roma, Silvio Berlusconi a Napoli anche se, per un malore, non è andato fisicamente - per lui un videomessaggio - e Monti a Firenze). Una campagna elettorale breve ma molto intensa, a tratti dura, dove non sono mancati momenti di tensione, colpi di scena, a cominciare dalla proposta di Berlusconi di restituire l'Imu fino alla gaffe di Oscar Giannino su master e lauree false. Distratti dalle polemiche, dagli insulti e dai battibecchi, spesso ci si è dimenticati dei programma. Noi vi proniamo una sintesi delle proposte degli schieramenti per quanto riguarda il fisco, l'Imu, il lavoro, la sanità.  Fisco/1 - La coalizione di centrosinistra intende abbassare la prima aliquota Irpef dal 23 al 20% con l'intento di ridurre anche il prelievo fiscale sui redditi di lavoro, dipendente e autonomo. Per quanto riguarda le imprese l'obiettivo è quello del bonus ricerca e sconti sugli utili reinvestiti. Secondo la coalizione l'alleggerimento della pressione fiscale sui redditi dovrà essere realizzata con i proventi della lotta all'evasione. Pdl e Lega propongono la riduzione della pressione fiscale di cinque punti, uno per anno, entro la fine della prossima legislatura. Per Silvio Berlusconi la priorità è l'abbassamento delle "tasse", la parola più pronunciata in campagna elettorale. Il centrodestra prospetta due sole aliquote per l'Irpef: il 23% per i redditi fino a 43mila euro e 33% per i redditi superiori a questa soglia. Cancellazione dell'Irap sul costo del lavoro, deducibilità totale delle spese per l'istruzione dei figli, lotta all'evsione, meno poteri a Equitalia.  Fisco/2 - La Lista Scelta Civica, invece, propone la riduzione dell'Irpef a partire dai redditi medio-bassi fino ad arrivare a una riduzione del gettito di oltre 15 miliardi. Vuole, inoltre, assegni familiari per i redditi molto bassi e l'abbattimento dell'Irap dal 2017, il rafforzamento del credito d'imposta per ricerca, e detassazione di salari. Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo vuole annullare la differenza tra lavoro dipendente e non, vuole chiudere Equitalia, abolire il redditometro, perseguire i grandi evasori ed effettuare il prelievo fiscale in modo diverso, non alla fonte ma con il contribuente che una volta l'anno dovrà dichiare il suo reddito. Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia propone di colpire le grandi ricchezze immobiliari e finanziarie, l'obiettivo è quello di ridurre le imposte sul laboro e aumentare le rendite e i grandi patrimoni. Estendere la legge antimafia alla lotta all'evasione (sequestro dei beni patrimoniali anche davanti a un solo indizio di grossa evasione). Fare per Fermare il declino vuole cancellare l'Irap in cinque anni mentre l'obiettivo per l'Irpef è di ridurla di almeno il 30% nei cinque anni della legiislatrura. L'obiettivo è quello di abbattere la pressione fiscale di cinque punti in cinque anni. Quanto ricavato dalla lotta all'evasione deve essere destinato alla riduzione delle imposte. Zero condoni fiscali. L'Imu - L'imposta sugli immobili, l'Imu, è stata un tema molto dibattuto nel corso la campagna elettorale. Il centrosinistra propone la riduzione dell'imposta per i redditi più bassi e un'esenzione per le abitazioni principali per cui i contribuenti hanno versato 400-500 euro. Per i beni strumentali delle imprese l'aliquota da applicare dovrà essere quella per le abitazioni principali. Il Pdl-Lega ha proposto l'abolizione dell'Imu sull'abitazione principale e la restituzione di quella versata nel 2012. La proposta di Scelta Civica è quella di aumentare la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro, raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione da 100 euro per anziani soli e con disabilità. Beppe Grillo vuole l'abolizione dell'Imu sulla prima casa e vuole anche abolirne la pignorabilità. Stessa proposta per Ingroia: niente Imu sulla prima casa, l'imposta va invece estesa agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie. In più la toga rossa vuole una patrimoniale sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie. Secondo Fare per Fermare il declino, i proventi dell'Imu devono rimanere interamente nelle casse comunali, inoltre il movimento che aveva come presidente Oscar Giannino propone una riduzione dell'aliquota per i beni strumentali delle imprese.  Lavoro - Il centrosinistra ha come obiettivo ridurre il costo dei contratti a tempo indeterminato e riformare la legge Fornero che ha aumentato i contributi sui contratti atipici. Vuole inoltre allegerire la tassazione sul lavoro attingendo dalla rendita dei grandi patrimoni immobiliari e finanziari. Pdl e Lega  vogliono il ritorno alla "legge Biagi" e un nuovo "Statuto dei Lavori", azzerando i vincoli introdotti dalla legge 92 sulle partite Iva e sui contratti a termine. Il centrodestra vuole maggiore sostegno alle aziende che assumono giovani a tenpo inderterminato attraverso una detrazione dei contributi per i primi cinque anni. Per le imprese, prevista una riduzione delle tasse su lavoro e produzione. Lista Scelta Civica di Monti propone la sperimentazione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso e più flessibile. Per le imprese, la lista guidata dal Professore propone la riduzione del cuneo fiscale. Il tratto distintivo della proposta di Grillo, rispetto al lavoro, è l'introduzione di un sussidio di disoccupazione garantito: mille euro per tre anni in modo da aiutare le persone che hanno perso il lavoro. Previsti inoltre incentivi al telelavoro. Rivoluzione Civile chiede l'abrogazione delle nuove regole sull'articolo 18 introdotte dalla legge 92, lotta alla precarietà, reddito minimo a disoccupati.  Fare per Fermare il Declino vuole che il lavoro pubblico sia retto dalle stesse regole che disciplinano quello privato e che tutti i lavoratori possano accedere a un sostegno al reddito in caso di disoccupazione e di strumenti di formazione che facilitino la ricerca di un nuovo impiego.