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Il Senatùr in prima linea

Umberto Bossi verso l'addio alla Lega Nord: nel movimento di Roberto Bernardelli, l'uomo del tanko

15 Maggio 2017

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Tanko

Quando Umberto Bossi ha infilato la sua scheda nell'urna, il suo voto alle primarie della Lega Nord, dalla bocca gli è uscita una parola: "Fottiti". A chi sia indirizzato è sin troppo semplice capirlo: Matteo Salvini. Il Senatùr è in guerra da tempo, ha affermato che la sua vittoria alle primarie contro Giovanni Fava è "la fine della Lega Nord" e che Salvini pensa "solo al suo culo". Il clima è irrespirabile. Insomma, nel Carroccio non pare esserci spazio per tutti e due. E infatti il fondatore conferma di stare "valutando" l'addio.

Addio sì, ma per andare dove? La risposta la dà lo stesso Bossi: Roberto Bernardelli, imprenditore alberghiero milanese, tra i cofondatori del Partito pensionati alla fine degli anni Ottanta. "Si stanno organizzando, si radunano a Milano", afferma il Senatùr. Bossi-Bernardelli, dunque, per rifondare la Lega nordista, indipendentista, radicata sul territorio. La Lega degli albori e che Salvini, secondo il Senatùr, avrebbe snaturato.

Bernardelli, per inciso, è entrato e uscito dal Carroccio diverse volte. Accesissimo indipendentista, negli ultimi anni è balzato agli onori delle cronache anche per la vicenda dell'ormai celeberrimo "tanko", il mezzo agricolo che si voleva trasformare in finto carro armato per omaggiare i Serenissimi che nel 1997 occuparono piazza San marco. L'associazione fondata da Bernardelli si chiama "Per fare grande il nord".

Interpellato dal Corriere della Sera, il diretto interessato conferma le sue ambizioni: "Dopo il congresso leghista, il 27 maggio, organizziamo un nuovo movimento. Il nome? Un segreto, lo riveleremo alla presentazione. Ma abbiamo tanti legami anche con il Veneto". Tra gli aderenti anche Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera negli anni della Lega bossiana. "Ma con Reguzzoni - giura Bernardelli - ne stanno arrivando tanti altri". Senatùr compreso.

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Commenti all'articolo

  • ancoraantonio

    15 Maggio 2017 - 20:08

    secondo me la verita' e' un altra:bossi,maroni,fava e compagnia bella si son coalizzati contro Salvini per la paura di non potersi schierare con il berlusca perdendo o rischiando di perdere privilegi ed appannaggi.

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