L'iniziativa

Lega Nord, Buonanno distribuisce preservativi agli immigrati per diminuire le nascite

Giulio Bucchi

A sinistra l’hanno subito tacciato di razzismo, ma lui tira dritto e snocciola i dati della sua campagna. In una decina di giorni ha distribuito un centinaio di preservativi agli stranieri. Un modo per abbatterne la prolificità e far risparmiare – in prospettiva - i servizi assistenziali. Lui è Gianluca Buonanno, vulcanico parlamentare leghista e prosindaco di Varallo Sesia. Dopo gli sconti per gli acquirenti di viagra, i premi per i cittadini che si mettono a dieta e i cartelli contro il burqa, ecco che ne ha inventata un’altra. Eppure la sua sembrava una battutaccia, una provocazione come quando suggerì a Sel di cambiare nome: «Sodomia e libertà» anziché «Sinistra e libertà». Invece ha investito 200 euro in condom e ha intenzione di sborsarne altri perché la sua idea «è un successo». A Ferragosto aveva tuonato: «Nella città di Varallo, dove sono prosindaco, circa il 6% della popolazione straniera utilizza quasi il 50% degli aiuti che noi diamo alle famiglie in difficoltà che li richiedono. Per questo regalerò preservativi agli extracomunitari pagandoli di tasca mia». Risultato: critiche e accuse di razzismo. Lui ha tirato dritto e l’ha fatto davvero. «A dire la verità vengono anche italiani ma non saranno più del 10%» spiega tutto divertito. «Entrano in Comune, chiedono di me o di un’altra persona di mia fiducia, ed ecco che possono subito avere un pacchetto. Me li domandano anche per strada, quando mi incrociano». Infatti ha deciso di portarseli sempre dietro. In tasca, in auto. Una specie di amuleto, quasi quanto il fazzoletto verde Padania che gli spunta dalla giacca.  «Ovvio che all’inizio qualche straniero vedeva questa iniziativa con sospetto» ammette Buonanno. «Si sentivano un po’ discriminati, ma poi hanno capito lo spirito. Ci sono anche alcune richieste di informazioni». Certo, ammette il leghista: andare in Municipio per chiedere condom può creare imbarazzi. Alcuni si vergognano come ladri ma il richiamo del dono vince sulla timidezza. Di solito succede così. Varcano l’ingresso, s’avvicinano al personale, fanno i vaghi. «C’è mica in giro il prosindaco?». Quando lo beccano abbassano la voce e farfugliano qualcosa. Ed escono col pacchetto. Gli extracomunitari che vivono a Varallo e dintorni sono soprattutto marocchini. «È una provocazione ma serve a denunciare un problema vero» chiosa Buonanno. «Quando gli italiani vengono in Comune e ci chiedono una mano, dalla casa popolare ai finanziamenti, di solito rispondiamo che dobbiamo aspettare per verificare disponibilità e soldi. E loro ribattono subito: “certo, prima bisogna accontentare gli stranieri”. È da qui che può nascere il razzismo, perché ormai non ci sono risorse per tutti». E avere il 6% della popolazione che si prende metà dei finanziamenti assistenziali - sostiene l’esponente padano - è un problema. «Se non hanno documenti non pagano neanche al pronto soccorso, indipendentemente dal loro problema di salute. Mentre coi ricongiungimenti familiari diventano sempre più numerosi». E quindi, preservativi per gli stranieri. A spese del leghista.  di Matteo Pandini twitter @EmmePan