Cerca

Rosso spinto

Lega Nord, confiscati 48 milioni di euro dopo la condanna a Umberto Bossi

25 Luglio 2017

0
Matteo Salvini

Due anni e mezzo al Senatur. Quattro e dieci mesi al suo storico tesoriere, Francesco Belsito, per il quale l’accusa aveva chiesto una condanna inferiore. Quattro mesi in meno rispetto a quella inflitta ieri dal tribunale di Genova. In aggiunta, lo stesso, ha disposto la confisca di 48 milioni di euro dai fondi della Lega Nord. E il pagamento di provvisionali per circa 1 milione a Camera e Senato.

Per Umberto Bossi è la seconda condanna in quattordici giorni. Lo scorso 10 luglio, infatti, Milano gli aveva dato altri due anni e tre mesi per lo stesso procedimento. La vicenda è quella nota e che ha segnato l’estromissione dalla politica del fondatore del Carroccio e dei suoi fedelissimi: la presunta truffa (aggravata) da 56 milioni di euro ai danni dello Stato, messa a segno (stando ai pm di Lombardia e Liguria) fra il 2008 e il 2010.

Per i due tribunali (siamo al primo grado di giudizio) Umberto Bossi all’epoca segretario federale della Lega, insieme con il figlio Renzo e altri coimputati ugualmente condannati, avrebbe presentato al Parlamento rendiconti irregolari. Scopo: ottenere indebitamente fondi pubblici che poi avrebbe intascato e speso, insieme con i presunti complici e la sua famiglia. Anzi, “The Family”, com’era stato ribattezzato lo stesso fascicolo milanese, prendendo il nome appuntato sulla copertina di una cartelletta che il tesoriere Belsito teneva sulla sua scrivania alla Camera dei deputati. Un anno e sei mesi a Renzo Bossi. La sentenza di Genova è l’altro capitolo di un procedimento cominciato il 23 settembre scorso, dopo che in Liguria era appunto arrivato (per competenza da Milano) lo stralcio cosiddetto “The Family”. Condannati anche i tre ex revisori contabili del Carroccio: Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi (i primi a due anni e otto mesi, e a un anno e nove mesi il terzo), poi gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet (cinque anni ciascuno).

Il pm Paola Calleri ha argomentato che per Umberto Bossi «sostenere i costi della sua famiglia con il patrimonio della Lega era un modo di agire consolidato e già da egli stesso concordato con il tesoriere Belsito, da lui scelto come persona di fiducia». Una tesi che però lascia interrogativi senza risposta.

Dove sono finiti quei 56 milioni «spesi per finalità estranee al parito» per usare le parole del pm? Come li avrebbe dilapidati il senatur insieme con la sua banda di truffatori dello Stato? Possibile nessuno controllasse i presunti rendiconti fasulli presentati al Parlamento? Realistico credere che i fondi pubblici ottenuti, venissero poi indebitamente versati a Bossi e alla sua gang, senza che nessuno vedesse nulla, lasciandoli agire impunemente per due anni?

«Non ho portato via niente e lo sanno anche i muri» dice il Senatur per bocca del difensore Matteo Brigandì, sottolineando che «la condanna non è certo una sorpresa, ma una decisione annunciata». Altro tema, rimarcato dalla difesa, sono i soldi (48 milioni) confiscati.

«Ce l’aspettavamo» ripete Brigandì, «e io lo andavo dicendo da cinque anni». Aggiungo che «quando Umberto Bossi, nel 2012, viene travolto da questa inchiesta priva di fondamento ed è così costretto a dimettersi da segretario federale, egli lascia sui conti del Carroccio un bilancio con circa 9 milioni in attivo, più un capitale di altri 47 e rotti milioni. Bene, dove sono oggi questi soldi? Per quale motivo chi li ha trovati nella cassa del partito non li ha restituiti? Se davvero erano di provenienza illecita, come sostiene chi si è costituito parte civile, perché questi non li ha ridati indietro? Qualcuno ci dica dove sono questi milioni che Bossi aveva lasciato».

Restano le condanne inflitte in questo primo grado di giudizio. Senza che nessuno abbia chiarito dove siano andati quei 56 milioni sottratti allo Stato e ai cittadini, mentre nel distratto Parlamento nessuno si sarebbe accorto dei presunti rendiconti truccati.

di Cristiana Lodi

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media