Le richieste di Angelino

Incontro Berlusconi Alfano: i nomi nella black list

Lucia Esposito

Angelino Alfano va all'incasso. Dopo la vittoria in Senato suggellata dal "sì' di Silvio Berlusconi al governo delle larghe intese, adesso è lui che ha in mano il pallino. In un lungo incontro di venerdì 3 ottobre  ha chiesto cosa vuole a Berlusconi per evitare la spaccatura del partito. Sintetizzando potremmo dire il controllo del partito che passa attraverso la "defalchizzazione" del partito. Tre ore di colloquio alla presenza dei capigruppo Brunetta e Schifani. Sull'eliminazione dei falchi, Alfano e a seguire le altre "colombe" (Fabrizio Cicchitto, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello e Nunzia De Girolamo - non sono disposti a cedere di un millimetro. Sul piatto resta anche la testa del direttore del Giornale Alessandro Sallusti. Ma secondo quanto scrive Repubblica in un retroscena pubblicato oggi, sabato 5 ottobre, Berlusconi non è disposto a cedere a tutte le richieste del suo ex delfino. Mentre pare sia pronto a sacrificare la Santanché all'organizzazione del partito, non avrebbe alcuna intenzione di mettere da parte Verdini e Sallusti. Proprio nel pomeriggio di oggi, sabato 5 ottobre, l'editore de Il Giornale, Paolo Berlusconi con un comunicato ufficiale conferma  Sallusti alla guida del quotidiano di via Negri respingendo così alcune indiscrezioni apparse sul Fatto Quotidiano che davano il direttore in partenza. Rischia il capogruppo Brunetta. Il sostituto sarebbe già pronto: Fabrizio Cicchitto. Ma per il momento sul capogruppo alla Camera il Cav ha preso tempo tenendo per sè le deleghe.  Berlusconi si sarebbe sfogati con i suoi dicendo : "Angelino non può pretendere di avere in mano il cento per cento del partito » si è sfogato Berlusconi, garantendo comunque a tutti i suoi piena agibilità politica anche nel partito a impronta Alfano".  Resa dei conti - I filogovernativi vogliono un congresso e i falchi non si sentono più sicuri.  Certo è che la posizione di Berlusconi si è nel corso dell'incontro ammorbidita. Secondo indiscrezioni era cominciata con un: "Qui nessuno può venire a chiedere la testa di qualcuno perché fino a prova contraria chi ricopre incarichi è perché l'ho deciso io". Poi, avrebbe cominciato a cedere su qualcosa. E su qualcuno. Il nodo della trattativa che sta portando avanti con Alfano  mira a impedire che la minaccia di costituire dei gruppi autonomi diventi realtà. Il Cavaliere sa che l'addio di Alfano sarebbe il fallimento di tutto il suo progetto. Bisogna ora trovare la quadra per tenere insieme il Pdl. Bisogna capire quanto il Cav sia disposto a sacrificare i "falchi", quando sia dispostoa cedere ad Alfano.