Soluzione armata

Il Foglio di Ferrara: "Emergenza sbarchi? Uccidiamo gli scafisti"

Ignazio Stagno

Dopo la morte dei 127 immigrati a largo di Lampedusa, la bagarre sulla Bossi-Fini e sulle norme sull'immigrazioni va avanti. La presidente della Camera, Laura Boldrini e il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge hanno una soluzione per fermare l'ondata di sbarchi: eliminiamo le norme repressive come la Bossi-Fini e introduciamo lo ius soli. Il tutto ovviamente per far aumentare i barconi a largo delle coste italiane pieni di donne partiorienti in cerca di cittadinanza. Ma un'altra soluzione la offre il Foglio di Giuliano Ferrara. In un editoriale, il quotidiano de L'Elefantino propone di sparare sugli scafisti.  "Emergenza profughi, uccidere gli scafisti" Voi siete d'accordo? Vota il sondaggio   La carne dei naufraghi - Prima di arrivare alla proposta vera e propria, il Foglio critica le "passerelle" di Boldrini e Kyenge sulla tragedia di Lampedusa: "Tutta quella carne non affoga nell'acqua per colpa della legge Bossi-Fini. E non si salverebbe - tutta quella carne di bambini, di uomini e di donne - se solo ci fosse una legge Kyenge-Boldrini-Bergoglio. Solo nel paese dei balocchi pelosi si può immaginare di soccorrere la carne dei naufraghi con le belle parole, l'ultima delle quali (la più pelosa) è fare della sacrificatissima isola di Lampedusa un Premio Nobel. Tutta quella carne, infatti, si sperde nel Mediterraneo perché nel Maghreb c'è un preciso business della criminalità organizzata. Si chiama schiavismo, rende una montagna di soldi ed è più pericoloso della mafia del narcotraffico. Forse non è glamour parlarne perché nessuno ancora ha saputo farne merchandising da Gomorra e però c'è e lucra sulla più spaventosa delle minacce geopolitiche".  "Sparare sugli scafisti" - Poi arriva la soluzione al problema con tanto di citazione cinematografica su Casablanca: "Se dunque l'autorità sovrana di Libia - così come di Tunisia, di Egitto e di qualunque altra parte del mondo dove gli scafisti raccattano carne - non è in grado di stanare la cupola degli schiavisti, non resta altra possibilità - prosegue il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara - che rispolverla al modo antico, quello del film 'Casablanca'. Con gli agenti segreti incaricati di una semplice e misericordiosa missione: uccidere i criminali, specialmente quello che -quindici giorni fa, non certo due secoli fa - arrivato a cento metri dalla spiaggia di Sampieri, a Ragusa, gettava in mare il suo carico di carne per poi farlo vomitare dalla spuma, ridotto in salme vegliate dai bagnanti". "Difendere il territorio" - Il Foglio poi conclude: "Zitti, perciò. Pietro Grasso, il presidente del Senato, che pure ha avuto l'esperienza di magistrato, se n'è uscito con il buon proposito dell'abolizione della Bossi-Fini. Ha sorvolato sull'urgenza numero due: capire che non è un problema d'immigrazione, questo di Lampedusa, ma di difesa della sovranità e del territorio". Giustizia tenera con gli scafisti -  Una tesi forte, quella del Foglio, che però lancia un segnale: la giustizia italiana con gli scafisti è troppo "tenera". Solo qualche giorno fa tredici immigrati sono morti annegati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa) durante uno sbarco. Sette persone sospettate di essere “scafisti” sono state fermate per il naufragio. Gli scafisti sono stati fermati dai carabinieri grazie alla testimonianza di uno dei residenti. Il testimone ha affermato di ver visto gli scafisti frustare i migranti durante i minuti concitati dello sbarco. I migranti doloranti di fatto sono stati costretti a gettarsi in mare. Gli scafisti volevano sbarazzarsi di loro e fuggire via. Ma questa volta è andata male. Anzi bene. Già, perché dopo l'arresto cinque di loro sono stati immediatamente scarcerati.