Azzurri

Silvio Berlusconi, il retroscena: Letta e Carfagna pessimisti, Forza Italia a rischio scissione

Eliana Giusto

Forza Italia sarebbe spaccata tra Nord e Sud, soprattutto dopo le ultime uscite di Giovanni Toti, e le parole tranquillizzanti di Renato Brunetta sul Rosatellum come "migliore compromesso possibile" non rassicurano affatto gli azzurri meridionali convinti che questo sistema elettorale con i collegi uninominali che spingono verso le coalizioni non sia utile al partito. Visto che da Roma in giù, soprattutto, sottolinea La Stampa in un retroscena, gli alleati Lega e Fratelli d'Italia sono molto deboli, se non in alcuni casi inesistenti. Mara Carfagna promette fedeltà: "Noi saremo leali. Abbiamo preso un impegno e lo manterremo. Detto questo nel segreto dell'urna può accadere di tutto: ci sono coloro che non hanno la certezza di essere ricandidati e chi, pur essendo ricandidato, non ha la certezza di essere rieletto con questo nuovo sistema. Ma attenzione, il problema è trasversale, riguarda tutti partiti, non solo Forza Italia". Ma Gianni Letta, che interpreta una buona parte degli azzurri, è pessimista sul Rosatellum: "Se qualcuno mi chiedesse un consiglio gli direi di non scommettere sull'approvazione di questa legge elettorale". Tanto che avrebbe cercato di convincere Silvio Berlusconi a non chiudere l'intesa con Pd e Lega perché alla fine converrà solo a Matteo Salvini. Letta invece avrebbe preferito un sistema totalmente proporzionale per rimanere indipendenti dalla Lega e avere poi le mani libere in vista di una grande coalizione. Ma il Cavaliere, questa volta, non lo ascolta e sarebbe molto irritato dalla "guerra di secessione" scatenata da Toti che a proposito di Rosatellum ha detto che al Sud non sono capaci di creare consenso: "Di recente abbiamo preso solenni schiaffi, da Salerno a Napoli. In quelli che erano i nostri granai fatichiamo a farci sentire. Ci vuole autocritica". Berlusconi non è d'accordo e il 15 ottobre sarà a Ischia, dai suoi elettori del Sud.