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House of Matteo

Renzi "è finito". Un Freccero tombale: perché Berlusconi è ancora vivo e lui no

22 Ottobre 2017

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Renzi "è finito". Un Freccero tombale: perché Berlusconi è ancora vivo e lui no

"Ha copiato il sistema americano, Matteo Renzi, e ora è in crisi. Un po' come nella serie House of Cards". Ricorre al mondo che conosce meglio Carlo Freccero, per delineare la triste parabola dell'ex premier: quello della tv. Se non ci fossero di mezzo anche intrighi internazionali e omicidi, in effetti, la scalata al potere di Kevin Spacey, nel ruolo del cinico e spregiudicato presidente americano Frank Underwood, sembra ricalcare in tutto e per tutto quella del segretario del Pd. Ma è tutto il mondo americano e in particolare l'universo del Partito democratico Usa, spiega al Giornale Freccero, uomo di spettacolo e consigliere Rai in quota M5s, a nutrire sia la serie tv ideata da Beau Willimon sia la concezione di potere di Renzi.

"All'inizio del suo cammino Renzi ha incrociato il favore delle élite, i poteri forti, per usare un'espressione facile e retorica, ma efficace, lo hanno benedetto dai grandi giornali". Questo perché, almeno in una prima fase, "era funzionale ad un certo disegno di potere che aveva ed ha bisogno, come sempre, di apparire nuovo, di svecchiare, di offrire al popolo l'idea di un'alternativa". È la rottamazione, che passa anche dalle "maniche obamiane, arrotolate, della camicia". Una rivoluzione (brevissima) come fu quella di Silvio Berlusconi: "Con una differenza fondamentale - spiega Freccero -, Berlusconi ha un pregio: è populista. Berlusconi è il papà della tv commerciale dove il pubblico, il popolo prende in mano il telecomando, la propria vita e da passivo diventa attivo. Volta le spalle alla tv pedagogica delle élite".

Se i populisti, incalzanti in tutta Europa, sono per Freccero "più autentici, più vitali e provano a dare risposte ai problemi drammatici che si sono aperti", Renzi è stato invece un jolly in mano all'establishment, un po' come la disastrosa Hillary Clinton negli Usa. Vecchia tentazione della sinistra, di qua e di là dell'Oceano: sfornare i candidati "a colpi di sondaggi", confezionati "come prodotti di marketing". Il guaio è che "oggi sui sondaggi si pattina come sul ghiaccio" e se la politica scompare restano solo i follower. Ma proprio come sui social, un candidato-star nato in provetta più cadere in un attimo. E oggi la vicenda Bankitalia è esemplare: i grandi giornali e le istituzioni hanno voltato le spalle a Renzi. "Il prodotto è esaurito - è la sentenza di Freccero -, è scaduto, ne cercheranno un altro".

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Commenti all'articolo

  • arwen

    23 Ottobre 2017 - 12:12

    Cry, lei sente paroloni dai più grandi e ripete senza neanche sapere di cosa parla. Dia retta a me, lasci Renzi e i suoi amici e cominci ad usare il suo cervello. Se parliamo di populismo, Renzi ne è chiaramente un rappresentante di prima classe e il motivo x cui lui è finito e il Cav ancora si barcamena è che il secondo, rispetto al primo, è più capace di vendere se stesso. X il resto sono uguali

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  • Chry

    22 Ottobre 2017 - 15:03

    I populisti sono degli handicappati della politica, lo sanno tutti

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    • libero14

      libero14

      23 Ottobre 2017 - 04:04

      Chry è un andicappato tout-court, lo sanno tutti.

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