Sotto esame

Sergio Mattarella, l'indiscrezione sulla manovra: ora inizia la guerra con Di Maio e Salvini

Giulio Bucchi

Adesso comincia la guerra vera tra Sergio Mattarella, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il governo di Lega e M5s ha dato il via libera al Def e nelle prossime settimane il Parlamento sarà chiamato a votare la manovra vera e propria. E sarà su quella che il presidente della Repubblica esprimerà il suo beneplacito o, in modo clamoroso, il suo veto.  Leggi anche: Qua si mette male, Mattarella convoca Draghi. Retroscena da brividi, cosa si sono detti Il Capo dello Stato "non è, e non vuol essere percepito, come un nemico di questo governo", giura il quirinalista del Corriere della Sera, Marzio Breda. A Mattarella "interessa che si evitino i conflitti fra istituzioni e che si impari a lavorare in quello che lui stesso chiama gioco di squadra". Il presidente ha gradito la correzione sul deficit a scendere fino al 2021, ma non vede di buon occhio le sparate contro Bruxelles dei due vicepremier. "Quel che verrà adesso - annuncia Breda -, sarà un percorso a ostacoli, tra vincoli interni ed esterni". I precedenti degli scorsi giorni non sono incoraggianti. Mattarella subito dopo l'annuncio del deficit al 24% aveva citato l'articolo 97 della Costituzione (la sostenibilità del finanziamento dell'amministrazione) ma presto potrebbe tirare in ballo l'articolo 81, ben più pesante e "tecnico, sul "ricorso all'indebitamento consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e al verificarsi di eventi eccezionali". Su questo tema arriveranno le domande di Mattarella: siamo di fronte a eventi eccezionali? O ancora: "Si può fare una manovra anticiclica quando c'è una crescita, anche se non pari a quella degli altri Paesi dell'Ue?" e "la composizione della manovra anticiclica è congruente con l'attesa crescita del Pil, che dovrebbe anche ridurre il debito?".