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Nervi a fior di pelle

Luigi Di Maio, l'agguato in aula contro il governo: così i grillini fanno saltare tutto

18 Dicembre 2018

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Luigi Di Maio, l'agguato in aula contro il governo: così i grillini fanno saltare tutto

Il nervosismo misto a rancore tra i parlamentari del Movimento Cinque Stelle rischia di inguaiare il governo proprio ora che i tempi per l'approvazione della legge di Bilancio stringono. Nelle chat dei gruppi di Camera e Senato sono già partiti i messaggi perentori che minacciano sanzioni in caso di defezioni in aula: "Annullate le missioni e siate presenti, perché ci saranno voti segreti". In agenda ci sono provvedimenti con i quali i grillini si giocano la faccia, vedi la legge "spazzacorrotti" e il reddito di cittadinanza, un eventuale scivolone della maggioranza su un solo voto potrebbe rivelarsi un boomerang letale in vista delle prossime elezioni Europee.

I dubbi però su come il governo stia portando avanti le cose aumentano a macchia d'olio tra i deputati e i senatori pentastellati. Malumori sempre più rumorosi che hanno costretto anche Beppe Grillo a piombare su Roma, ufficialmente per sensibilizzare sui temi ambientali a lui più cari, in realtà per tenere a bada chi si sente ormai un burattino "schiacciabottoni" che deve solo obbedire senza portare il minimo contributo.

Qualche contestazione interna, per esempio, arriva sul reddito di cittadinanza, che dopo il taglio di 2 miliardi imposto per stare dentro i paletti di Bruxelles, si poggia ormai su un azzardo. Fonti di Palazzo Chigi, citate dal Messaggero, spiegano che le risorse basteranno per il 90% della platea potenziale. La scommessa è che un cittadino su dieci, tra quelli che hanno diritto al sussidio, non ne farà richiesta. In più è stato aggiunto il paletto che esclude chi ha sul conto in banca almeno 5mila euro di risparmi, una mossa che ha avvilito un bel po' di grillini: "Qui va a finire che pure noi vareremo gli 80 euro di Renzi, però firmati da Di Maio".

Il malcontento grillino per lo stato di sudditanza in cui sarebbe stati ridotti i parlamentari soffia sempre più forte, anzi la senatrice Elana Fattori si sbottona fino al punto di apparire allarmata: "Non possiamo rassegnarci a essere dei pigiabottoni - ha detto al Messaggero - in questi mesi noi parlamentari siamo stati esautorati ma i vertici ci hanno dato garanzie che le cose a gennaio cambieranno".

Gli strateghi del M5s provano quindi a usare sui parlamentari lo stesso metodo usato in campagna elettorale con chi chiedeva lo stop di Tap, Tav, Terzo Valico e messa cantante, promettendo grandi svolte dal prossimo anno, in barba a regolamenti e prassi governative. Per evitare che i malpancisti si vendichino nel corso delle numerose votazioni segrete, è stato promesso loro di essere coinvolti nelle fasi decisionali del governo "una volta chiuso questo ciclo difficile", avrebbero assicurato il ministro Riccardo Fraccaro e il capogruppo del Senato Stefano Patuanelli. Basta poco, basta crederci.

di Giovanni Ruggiero

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