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Da procura Firenze 'no' a revoca domiciliari genitori Renzi

AdnKronos
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Firenze, 26 feb. - (AdnKronos) - La Procura di Firenze ha dato parere negativo alla revoca degli arresti domiciliari per Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, genitori dell'ex premier Matteo Renzi. E' quanto si è appreso da fonti giudiziarie. La revoca degli arresti domiciliari "per la totale insussistenza delle esigenze cautelari" è stata chiesta ieri pomeriggio dall'avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale di Firenze, Angela Fantechi. Nel provvedimento del Gip che ha disposto gli arresti domiciliari per Renzi senior e Laura Bovoli, eseguito lunedì 18 febbraio, si motivano gli arresti domiciliari con "il pericolo di reiterazione del reato" ipotizzando il rischio che la società Eventi6 "si possa avvalere di altre cooperative". "Questo rischio evidentemente si azzera nel momento stesso in cui si dismette la carica di amministratore della società Eventi6 e nel momento stesso nel quale il maggior cliente di Eventi6 ha disdettato il contratto il 31 dicembre 2018"; cioè quel contratto che veniva eseguito da parte della cooperativa Marmodiv srl "non c'è più", ha spiegato ieri sera l'avvocato Federico Bagattini ai giornalisti al termine dell'interrogatorio di garanzia dei suoi due assistiti. Il giudice Fantechi deciderà entro sabato prossimo sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il giudice ha infatti cinque giorni di tempo per decidere sull'istanza presentata dai difensori. Il parere negativo della Procura, che non è vincolante per il giudice, è dettato, secondo quanto si è appreso, dal fatto che non sono state ritenute sufficienti, tra gli altri elementi, le 'uscite' dei coniugi Renzi dalla società Eventi6. Laura Bovoli si è dimessa dalla carica di amministratrice della società il 20 febbraio scorso, cioè due giorni dopo essere finita agli arresti domiciliari. Tiziano Renzi si è cancellato dall'iscrizione come agente di commercio. Ieri durante gli interrogatori i due indagati si sono presentati come "pensionati".

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