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Dagospia, il retroscena dal Quirinale che incorona Salvini: "Perché ora può fare il premier"

Gino Coala
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A furia di leggere analisi politiche su una possibile alleanza di governo tra Movimento Cinque Stelle e Partito democratico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarebbe sempre più in difficoltà nel contenere la sua irritazione. Come riporta un retroscena di Dagospia, l'ultimo caso è accaduto con l'editoriale di Paolo Mieli sul Corriere della sera, che prevedeva la fantasiosa alleanza. Leggi anche: Santanché, appello a Mattarella: "Non tenga in galera Peveri per aver sparato al ladro" Al Quirinale ci si aspetta comunque che dopo le elezioni Europee qualcosa dovrà cambiare, di certo il M5s subirà un forte ridimensionamento, anche se non sarà mai paragonabile al crollo delle elezioni sarde. Il piano del Colle punterebbe, secondo Dagospia, a "tornare a un sano bipolarismo, centrodestra vs centrosinistra". Un cambiamento drastico rispetto all'attuale situazione, che rilancia anche la figura di Salvini: "Perfino l'idea di un Salvini premier, da sempre rigettata, viene oggi presa in considerazione - riporta il Dagoreport - Del resto, in questi mesi di governo, il comportamento dei grillini hanno urtato (eufemismo) non poco la sensibilità istituzionale del presidente della Repubblica". Per Di Maio quindi tirerà una brutta aria, non solo per colpa delle sparate anti-Francia di Alessandro Di Battista. Nei confronti del vicepremier grillino, Mattarella si sarebbe molto ricreduto: "Molto va addebitato a Ugo Zampetti - aggiunge Dagospia - che gli dipinse Di Maio, che lui svezzò quando era segretario generale della Camera e Luigino presidente, come politico istituzionale rispetto al Truce lombardo".

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