Dopo la Tav, niente tregua

Luigi Bisignani e l'"effetto palla di neve". Crisi di governo, perché adesso Matteo Salvini rischia davvero

Giulio Bucchi

Crisi sventata? All'opposto: ora il governo rischia davvero. Luigi Bisignani, nella sua tradizionale lettera-editoriale della domenica sul Tempo, parla di "effetto palla di neve" dopo la pagliacciata di Giuseppe Conte sulla Tav. Un premier "in agonia", che già vede immobilizzati tutti i suoi ministri sotto il peso dello scontro tra Lega e M5s. Leggi anche: "Chi lascia i 5 Stelle dopo le europee". Bisignani, la bomba su Di Maio In apparenza, l'alta velocità è tema marginale, quasi locale, ma "ha mandato a sbattere in questi giorni le due figure apicali di Palazzo Chigi: il presidente Conte e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti". Il primo, spiega Bisignani, "da avvocato del popolo è passato velocemente a perito di parte contro i francesi". Il sottosegretario leghista, invece, "si è presentato da Londra agli Usa, con uno zaino zaino in spalle e senza uno staff adeguato, a spiegare una situazione economica con numeri in continuo peggioramento, tanto che la Bce dovrà di nuovo intervenire". Rubando peraltro la scena "a due ministri tanto balbettanti quanto formalmente carichi di responsabilità, come Enzo Moavero Milanesi agli Esteri e Giovanni Tria all'Economia". Mai successo prima.  "Che senso ha per Matteo Salvini - si chiede un affranto Bisignani - continuare a tenere aperto questo circo Barnum che ci rende sempre più ridicoli davanti al mondo con Usa e Francia ormai sul piede di guerra? Più tira la corda, più i 5 Stelle si sfarinano. Questo il disegno macchiavellico del Capitano? Con il rischio che anziché spaccarsi i grillini si spacchi la Lega".