Nervi che saltano

Giulia Sarti, spaventoso sfogo della grillina contro il suo ex: "Quello è soltanto un malato di mente"

Davide Locano

"Non voglio parlare dell'inchiesta. Ma a proposito: le avete lette bene le carte? Cosa ci sia scritto dentro", premette Giulia Sarti a Il Messaggero. La grillina auto-sospesa dice di non voler parlare, peccato che poi, a stretto giro di posta, lo faccia. Un mese drammatico, per la pentastellata: le foto private, il caso rimborsi, le dimissioni dalla presidenza della commissione Giustizia e la contemporanea autosospensione dal M5s. Ora, lo sfogo in un'intervista al quotidiano capitolino. Quando le ricordano che lei accusò il suo ex, Bogdan Tibusche, di essersi preso i soldi dei bonifici destinati al fondo grillino e che ora la procura ha archiviato il caso, risponde: "Basta leggere bene, io non sono una ladra. Sono stanca. Ma molto arrabbiata, non ce la faccio più. Ho passato notti da incubo. Ma vado avanti, non mollo". Leggi anche: Giulia Sarti e le foto hot? Malizioso sospetto nel M5s E ancora, prosegue nell'intemerata: "Non vivo più da un mese e mezzo. Io vorrei lavorare, fare tante cose, impegnarmi come ho sempre fatto". La Sarti parla poi di una "aggressione violentissima contro di me". Dito puntato anche contro i colleghi che dopo il caso delle foto trafugate hanno puntato il dito contro di lei: "Sono le stesse persone che mi hanno accusato di essere una ladra. Peggio di essermi presa i soldi, di aver fatto una finta. Una cosa incredibile. Sono incavolata nera, per non dire altro". Dunque le parole sul suo ex Bogdan, quelle più pesanti: "Ma di cosa stiamo parlando? Quello è un malato di mente: prima mi ha accusato pubblicamente e poi mi ha difesa", taglia corto. "Malato di mente", insomma. Roba pesantissima. Infine, una battuta sulla possibile espulsione dal M5s, il caso verrà esaminato da Luigi Di Maio e dai probiviri: "Io so di non essere una ladra, e lo ripeto all'infinito. Per il resto, certo, me lo auguro. Perché nessuno si va a leggere bene le carte dell'inchiesta? Perché?", ribadisce ossessivamente.