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Lo scontro

Luigi Di Maio, Salvini chiude i porti e il grillino si ribella: "I migranti non li fermi con una direttiva"

16 Aprile 2019

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Luigi Di Maio

Luigi Di Maio interviene a gamba tesa nel dibattito sulla possibile emergenza immigrazione dalla Libia, dopo la direttiva varata da Matteo Salvini per bloccare le navi delle Ong che battono bandiera italiana. Da Abu Dhabi, il vicepremier grillino ha duramente criticato il provvedimento del Viminale: "Se davvero ci sono 800 mila profughi diretti dalla Libia verso l'Italia, di certo non li fermi con una carta che si chiama direttiva, che nessuno ha mai ascoltato".

L'attacco di Di Maio è tutto in chiave elettorale, lo ammette lui stesso quando poi si rivolge direttamente al leader della Lega: "Lo dico con tutta l'amicizia a Matteo Salvini, non si illuda che si possa portare la Libia in campagna elettorale per le Europee".

La virata del grillino a sinistra è ormai sempre più evidente, scatenando così le reazioni della Lega, come riporta un retroscena del Corriere della sera: "Vogliono recuperare voti a sinistra - ha detto un big del Carroccio - ma così danneggiano il governo. Se vogliono una spaccatura se ne assumano la responsabilità". Non meno netto è stato Salvini: "Di ordine pubblico, sicurezza e difesa dei confini me ne occupo io e penso di averlo fatto bene in questi dieci mesi. Gli italiani ci chiedono porti chiusi. Punto. Se qualcuno dei miei colleghi non è d'accordo, lo dica".

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