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Robe da matti

Sondaggio Democratica, il delirio della sinistra: "Minaccia nazista", fino a dove si sono spinti

18 Aprile 2019

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Matteo Salvini, Adolf Hitler

Signora mia stanno tornando i nazisti! Non contenti di aver perso voti e credibilità a furia di allarmi sull' incipiente ritorno del fascismo, i sopravvissuti del Pd si buttano sui nazi: hai visto mai che i baffetti hitleriani facciano più effetto su un elettorato confuso e inondato di offerte politiche preelettorali? Malgrado i forti dubbi dettati dal naturale buon senso, l' esprit de finesse dell' onorevole Andrea Romano si è comunque prodotto in un capolavoro di modernariato primi anni Novanta: ha aperto il quotidiano online che dirige per conto di alcuni clandestini renziani, il cui nome è Democratica, con la fotonotizia di una nuca incisa dal tatuaggio d' una svastica, l' anonimo capoccione rasato di un tipaccio che accenna un saluto nazista in dissolvenza. Il titolo di corredo è rosso sangue novecentesco: "Paura". E di che?

Dell'antisemitismo, certifica il giornale che non c'è: "Un grave episodio a Ferrara resuscita lo spettro dell' odio razzista". Fin qui la cosa è vera, seria e grave, perché a Ferrara è successo davvero qualcosa di turpe e meschino - un alunno di religione ebraica è stato apostrofato da un gruppo di compagni con queste parole: "Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni" -; ma già la deduzione dei compagni democratici inclina un po' troppo verso il misticismo: un caso isolato difficilmente determina la resurrezione di un fantasma, perfino a Pasqua... Il bello però viene subito dopo: Democratica ci avverte infatti così: "Un sondaggio SWG dice che il pericolo è reale". La spiegazione sta a pagina due, in cinque deliziose infografiche tutte colorate.

L'istituto di ricerca osserva in effetti che, secondo un campione di 1.000 maggiorenni (avete capito bene: mille maggiorenni), il 56 per cento degli italiani "ritiene che i naziskin siano un pericolo reale. Un dato che è cresciuto di ben 5 punti percentuali rispetto il 2017". La domanda precisa era questa: "L' estremismo naziskin adesso fa più paura?".

E non basta. "Per il 71 per cento del campione - prosegue Democratica - si deve combattere il ritorno delle ideologie naziste e fasciste". Come fare? "Per il 66 per cento è molto e abbastanza importante reprimere chi inneggia al fascismo". E attenzione: "La percentuale cresce ulteriormente al 74 per cento se si parla di nazismo".

LE DOMANDE "GIUSTE"
Eppure anticorpi non mancano, basta interpellare il campione con le giuste parole: "Chi inneggia al nazismo va immediatamente represso?". Il 74 per cento risponde di sì (ma a onore del vero, fra costoro, soltanto il 51 aggiunge un "molto", il restante 23 si accontenta di un "abbastanza". Dobbiamo inferirne che per un italiano su due la repressione contro i nazi deve essere lieve? Sai che bel titolo...).

Dal che, al netto del dovuto rispetto per le qualità scientifiche e professionali di SWG, si deduce che: 1) Il fascismo è sempre meno peggio del nazismo; 2) Se interroghi qualcuno sull' ipotesi che sia spiacevole imbattersi un energumeno violento e nerovestito inneggiante ai forni crematori, quello ti risponderà di sì; 3) Che il suddetto individuo sociopatico esiste ancora e fa una certa impressione. Bene. Anzi male. Ma può bastare a giustificare l' angosciante richiamo democratico per l' adunata contro l' imminente ritorno degli zombi nazifascisti? Giriamo la questione a SWG e tuttavia, e nel frattempo, ci permettiamo di esercitare il dubbio metodico sull' ennesimo capitolo di una prassi sempre più minoritaria e perdente. Quella adottata da chi, a sinistra, in mancanza d' idee o dati di realtà confortanti, si rifugia nella resistenza preventiva contro gli incubi totalitari. Meglio se in prossimità di un appuntamento elettorale.

LA MARCIA SU ROMA
Era già accaduto prima del 4 marzo scorso, quando sembrava che Casapound stesse marciando su Roma per chiedere al re (nella metafora: Sergio Mattarella) l' incarico di formare il governo delle camicie nere e degli arditi. Paginate di carta stampata, interi talk televisivi furono occupati dal tremebondo dibattito e dal macerante quesito: sta tornando il fascismo, signora mia, e io non so ancora come vestirmi... Il 5 marzo abbiamo scoperto che i fascisti del terzo millennio non avevano toccato neppure l' 1 per cento e ci siamo dovuti distrarre con la democrazia parlamentare. Essendo andata male col fascismo, riecco affacciarsi gli stessi fenomeni della comunicazione, ma stavolta al centro della fantomatica scena c' è Hitler al posto di Mussolini. Peccato che i naziskin abbiano avuto una minima e breve rilevanza statistica un quarto di secolo fa, prima di essere debellati dalla legge Mancino dell' aprile 1993. Epperò c' è un manipolo di democratici, oggi, che spera ancora di trasformare in storia una vecchia farsa.

di Alessandro Giuli

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Commenti all'articolo

  • Saputello

    19 Aprile 2019 - 05:05

    Sono cosi stupidi che hanno un solo alpiglio o essere come loro incapaci o lo spauracchio facista

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