Cerca

Le carte

Armando Siri indagato per una legge mai approvata: cosa non torna, perché c'è puzza di trappola

19 Aprile 2019

1
Armando Siri

«Promessa e/o dazione» di denaro (30mila euro). Ruota intorno a quelle due parole l' iscrizione nel registro degli indagati per corruzione, a Roma, del sottosegretario alle Infrastrutture, il leghista Armando Siri. Consigliere economico di Matteo Salvini - è considerato l' ideologo della flat tax - Siri è accusato dai magistrati della Capitale di aver «asservito» le sue funzioni di senatore e sottosegretario «a interessi privati».

Nello specifico, gli interessi dell' imprenditore genovese Paolo Arata, manager e dominus di alcune società attive nello sfruttamento dell' energia eolica. Ma soprattutto - per un' altra procura, quella di Palermo - ritenuto in attività con Vito Nicastri, il "re del vento" «pregiudicato e spregiudicato» sospettato di essere un prestanome, se non un finanziatore, del super latitante Matteo Messina Denaro. Per le toghe, Siri avrebbe proposto e concordato «con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (Infrastrutture, Sviluppo economico e Ambiente) l' inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa (...) di incentivi per il cosiddetto mini-eolico».

L'INTERCETTAZIONE
In cambio, e qui si torna alle due parole chiave iniziali, di «promessa e/o dazione di trentamila euro da parte di Paolo Franco Arata» (anche lui indagato). La procura di Roma, nel decreto di perquisizione a carico dell' imprenditore che porta la firma del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, cita in particolare una conversazione - in auto - tra lo stesso Arata e il figlio Francesco. Nell' intercettazione, scrivono le toghe, «si fa esplicitamente riferimento alla somma di denaro pattuita a favore di Armando Siri per la sua attività di sollecitazione dell' approvazione di norme» favorevoli ad Arata.

SOLO «FUMUS»
Ma sono gli stessi magistrati ad ammettere - cosa tutt' altro che secondaria - di non sapere se la somma sia stata effettivamente consegnata a Siri. L' intercettazione, infatti, è disturbata. Non solo: le «norme» che avrebbero dovuto agevolare il settore eolico, e quindi Arata, non sono state comunque approvate. «Stiamo parlando di qualcosa che non è finito nemmeno nel Def», ha ricordato Salvini. L' emendamento in questione, messo a punto nel corso dell' iter al Senato del disegno di legge di Bilancio, è stato poi stralciato. Non a caso Ielo e Palazzi in un passaggio del decreto di perquisizione si limitano a definire «fumus» - letteralmente: fumo; ovvero sospetto - l' insieme degli elementi al momento raccolti a carico di Siri. Il quale reagisce a tappe. Prima replica: «Non ne so nulla, sono tranquillo». Poi respinge «categoricamente le accuse che mi vengono rivolte. Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette». Da qui la richiesta di «essere ascoltato immediatamente dai magistrati. Se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunciarlo». La richiesta di dimissioni è respinta: «Sono allibito. Io resto dove mi trovo». Ma intanto il suo superiore, Danilo Toninelli, gli ritira le deleghe da sottosegretario. Cosa che Siri apprende dalle agenzie di stampa.

L'inchiesta romana su Siri è un filone di quella principale, il cui centro è Palermo. In Sicilia gli indagati sono nove. Nel mirino delle toghe, i permessi gestiti dalla Regione nel campo delle energie alternative: un giro d' affari da 10 miliardi di euro. La Direzione investigativa antimafia ha eseguito perquisizioni a Roma, Palermo, Genova, Partanna e Castellammare del Golfo (Trapani).

di Tommaso Montesano

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • colian

    19 Aprile 2019 - 11:11

    Ho conosciuto Siri quando fondò il PIN, partito Italia nuova. Si presenta bene, con molta educazione e ottimo linguaggio forbito. La sua Flat Tax al 15% prevedeva però un minimo di 3000 euro, indipendentemente dal reddito, che stroncherebbe sul nascere le attività minime. Non credo sia un economista. Sicuramente ha un concetto molto alto di sé.

    Report

    Rispondi

media