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L'appuntamento esplosivo

Matteo Salvini, il leghista porta Marine Le Pen a Milano: l'agguato della sinistra

16 Maggio 2019

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Matteo Salvini, il leghista porta Marine Le Pen a Milano: l'agguato della sinistra

Un nuovo virus contagioso affligge la sinistra italiana, causandole un' infiammazione chiamata «striscionite». Una volta i compagni leggevano Il Manifesto (nel senso di Marx), adesso preferiscono lo Striscione, che è più stringato nei termini e meno impegnativo da un punto di vista intellettuale. Anche il luogo di manifestazione politica è cambiato: perse le piazze, ormai vuote, e lasciati per qualche tempo i salotti radical-chic, ora la sinistra si affaccia ai balconi per lanciare slogan pro-barconi. È il ruolo che più le si addice al momento: stare alla finestra a guardare gli altri che fanno la Storia. Anche perché sono lontani i tempi in cui la Storia si faceva con proclami da un balcone Dopo la rimozione di uno striscione a Brembate contro il ministro dell' Interno («Non sei il benvenuto») è partito un tam-tam sui social per lanciare l' iniziativa #SalviniTogliAncheQuesti in occasione del mega raduno sovranista organizzato sabato a Milano da Salvini insieme a 18 altri leader europei, tra cui Orbán e Le Pen. I promotori di questa campagna, ossia I Sentinelli e Insieme Senza Muri, esortano i cittadini a esporre manifesti, cartelloni e striscioni per «dare il benvenuto al Ministro e ai suoi ospiti stranieri», combinando «dissenso» e «fantasia».

SINISTRA ALLA FINESTRA
Già negli ultimi giorni scritte contro Salvini sono iniziate a spuntare un po' ovunque, da Campobasso dove il ministro è stato accolto da 200 striscioni a Verona (un tempo nota per altri balconi shakespeariani), e non sono mancati esempi lodevoli di ironia. Il migliore è il manifesto apparso a Firenze «Portàtela lunga la scala sono al quinto piano», riferimento sarcastico alla rimozione dello striscione di Brembate, tolto grazie all' utilizzo di una scala dei Vigili del Fuoco.
Dimostrazione di come si possa esprimere il dissenso con intelligenza e umorismo tanto che lo stesso Salvini ha ammesso:

«Alcuni striscioni contro mi divertono». Perché al sarcasmo altrui non si può che rispondere con una risata.
Diverso è naturalmente il caso di scritte in pubblico che esortino alla violenza e all' odio: allora buon senso e tutela dell' ordine pubblico ne impongono la rimozione (ieri a Milano, in zona San Siro, è stata identificata una donna che aveva appeso un lenzuolo con la scritta "Salvini amico dei mafiosi"). Mentre nei confronti di slogan ideologici e tristi, tipo «Restiamo umani», «Sì allo ius soli», «Bella ciao», «Milano è antifascista», si consiglia indifferenza perché alla fine uno sbadiglio li seppellirà Ciò da cui bisogna stare in guardia è piuttosto la discesa in strada di compagni e compagne che, guidati dai movimenti Non una di meno e Milano antirazzista meticcia e solidale, sabato organizzeranno il «Gran Galà del futuro». Per l' imperdibile evento si ritroveranno prima in piazza del Cannone per poi partire in un corteo che circonderà piazza Duomo dove Salvini terrà il suo comizio. Una strategia dell' accerchiamento che non suona proprio democratica e non ci pare del tutto pacifica, sebbene così la definiscano gli organizzatori. A farci temere il peggio è l' adesione all' iniziativa di centinaia di militanti dei centri sociali che, a voler usare un eufemismo, non sempre manifestano armati delle migliori intenzioni E, in ogni caso, non si capisce bene quale sia l' oggetto della protesta visto che chi organizza, non avendo le idee troppo chiare, esorta a «liberarsi da razzismo, sessismo, fascismo e cambiamento climatico». Insomma, un po' Nelson Mandela, un po' Boldrini, un po' Greta Thunberg in un gustoso frullato ideologico. Al quale, secondo gli organizzatori, avrebbero offerto il proprio consenso perfino «la Madonnina e Leonardo da Vinci». E come no, la pasionaria Maria e compagno Leonardo Dove però la sinistra milanese raggiungerà l' apice della sua intelligenza politica è nel convegno organizzato sempre sabato dai partigiani dell' Anpi, in una sala del Comune, dal titolo davvero originale «Per un' Italia e un' Europa pienamente antifasciste». Che fantasia, che brillantezza, che ironia Gli organizzatori, per bocca del presidente dell' Anpi milanese Roberto Cenati, fanno sapere che «non è più tollerabile che si ripetano, con frequenza sempre più intensa, manifestazioni di movimenti neofascisti e neonazisti.
È ora di dire basta». Parole che giungono nuovissime da parte di gente dalle idee freschissime

LUCE RIFLESSA
La vera miseria di tutte queste piazzate e balconate è che la sinistra italiana conferma di esistere solo in funzione anti-salviniana così come una volta esisteva in chiave antiberlusconiana. I compagni sono condannati a vivere di luce riflessa rispetto al ministro dell' Interno, agiscono per reazione, sono letteralmente «reazionari», e hanno un' identità che si costruisce solo in antagonismo al loro avversario. Se viene meno quello, loro non esistono più. È per questo che a volte se lo inventano, come nel caso dell' antifascismo che riesuma il fantasma del fascismo. Così facendo, peraltro, beneficiano il loro nemico politico, dandogli ulteriore visibilità. Per cui non si sorprendano, i compagni, se il 26 maggio avranno balconi pieni e urne vuote.

di Gianluca Veneziani

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