Gli interessi del magnate

George Soros, manina sulle elezioni? Versa 200mila euro a +Europa di Emma Bonino

Davide Locano

Manine sul voto europeo. Manine lecite, per carità. Eppure sospette. Sul sito ufficiale di +Europa, il partito di Emma Bonino, è infatti arrivata la conferma ufficiale: la forza politica ha ricevuto un finanziamento pari a 200mila euro da George Soros e dalla moglie Tamiko Bolton. Si apprende che tra il 22 e il 30 gennaio scorsi, i due hanno versato la bellezza di 99.789 euro ciascuno nelle casse del partito della Bonino. Come detto, tutto all'interno del perimetro della legge. Inevitabili, però, i sospetti: perché Soros deve finanziare forze politiche italiane? Per coltivare quali interessi? Ovviamente sono piovute critiche e fiorite maliziosità. Per esempio Diego Fusaro, secondo cui "Soros rappresenta l'apice del padronato capitalista e la Bonino il suo ideale cavallo da corsa". Leggi anche: "Tenetevi i soldi degli usurai": Meloni estrema contro Soros Alle critiche ha risposto la Bonino in persona: "Da Soros abbiamo ricevuto 200mila euro l'anno scorso. Ma smettiamola con le leggende. Questa si accompagna a quella che farei parte del Bilderberg, una specie di Ku klux klan dei poveri i cui membri italiani sono dei pericolosi complottisti. Io sono stata invitata una sola volta per spiegare la mucca pazza". Ma quei 200mila euro gentilmente versati da Soros sono tutt'altro che una leggenda. "Con Soros - riprende la Bonino - ci siamo trovati prima della caduta del Muro, a supportare i dissidenti dell'epoca. E, dopo il 1989, la sua attività a sostegno della democrazia e della società aperta ha permesso di portare a casa battaglie di libertà come il Tribunale penale internazionale. Ma è tutto chiaro e trasparente, pubblicato sui bilanci". Spiegazione che in verità spiega ben poco. L'unica certezza è che Soros ha interesse nel fatto che +Europa si espanda, o che quantomeno superi la soglia di sbarramento del 4% per entrare nel Parlamento europeo.