Attaccato alla poltrona

Luigi Di Maio si porta il nemico in casa: "Decideranno loro quattro", fine politica a un passo

Giulio Bucchi

Sarà costretto a portarsi il "nemico in casa", Luigi Di Maio. È il prezzo da pagare per restare in sella al Movimento 5 Stelle, almeno fino alla prossima, possibile crisi politica o batosta elettorale. Il voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau di oggi pare un pro-forma, nessuno punta davvero su una sfiducia al vicepremier e capo pentastellato. La partita vera si gioca nelle "segrete stanze" del Movimento. E Di Maio ha già pronto il piano obbligato: "Se vengo riconfermato non restiamo fermi, dobbiamo cambiare e avviare una nuova organizzazione. Il M5s non perde mai, o vince o impara", sono le sue parole molto formali e un po' scontate all'assemblea dei parlamentari grillini. Leggi anche: Con Di Maio c'è solo la fidanzata. La frase da brividi con cui lo "rilancia" dopo il disastro Il futuro è un nuovo direttorio allargato, che possa comprendere non solo i fedelissimi del superministro ma anche i dissidenti. A deciderne i membri, non a caso, sarà "un gruppo di lavoro formato dai quattro nostri leader storici, Beppe, Davide, Roberto e Alessandro". Li chiama affettuosamente per nome, ma se Grillo e Casaleggio sarebbero ancora dalla sua parte, Fico e Di Battista secondo i retroscena sarebbero i più critici verso Di Maio, accentratore e incerto sulla linea politica. Difficile che possano uscire buone notizie per un capo sempre più "a tempo" e sotto schiaffo.