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Giampiero Mughini contro Luigi Di Maio: "Noi ricchi razza infame? Cialtroni, non ci provate"

Cristina Agostini

È un durissimo attacco a Luigi Di Maio e al governo Conte quello di Giampiero Mughini. In una lettera al sito Dagospia il giornalista difende i "ricchi", quel 2 per cento della popolazione che, "stando alle tragicomiche dichiarazioni dei redditi fatte dagli italiani", dichiara un reddito annuo superiore ai 120mila euro lordi, "ossia a 6-7 mila euro netti per 13-14 mensilità. Da riderci sopra, se non fosse scandaloso". Leggi anche: Giuseppe Conte, la prova di forza contro Renzi: "Quota 100 non si tocca", una vittoria per Salvini Ebbene, continua Mughini sarcastico, "vedo che contro questa razza infame il fisco italiano sta apprestando una sua ragguardevole campagna che in termini reali è miserrima", come se bisognasse colpire i 'ricchi' "in tutti i modi e in tutte le direzioni". "Io mi sento offeso a essere definito 'ricco". Sono venuto a Roma trentenne con seimila lire in tasca. Ho lavorato per 50 anni come un dannato", "ho fatto ultimamente un buon lavoro pagato mica male, ebbene", conclude Mughini, "tra tasse e contributi Enpals ho versato il 60 per cento allo Stato. Se non è cialtroneria fiscale questa. E al governo, a occuparsi e a decidere dei redditi di noi ricchi, c’è un vicecapo del governo che in tutto e per tutto nella sua vita vendeva bottigliette allo stadio. Non ci provate a definirci sprezzantemente 'ricchi', non ci provate, razza di cialtroni".