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Giuseppe Conte, rivolta del M5s e di Teresa Bellanova contro l'abbassamento del tetto al contante

Caterina Spinelli
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La manovra economica ha fatto emergere più complessità di quanto preventivato. Nella nottata di lavoro per giungere a una legge di Bilancio adeguata non sono volati solo stracci. I presenti raccontano di un clima tesissimo, in prima linea l'apparentemente pacata Teresa Bellanova. Il neo ministro delle Politiche agricole non ha apprezzato -eufemismo - l'abbassamento del tetto al contante. "Abbassare a mille euro la soglia è sbagliato, penalizza i consumi e non c'entra nulla con la lotta all'evasione", strillava alle due di notte.  Ma quella che sembrava una crisi passeggera, si è ripresentata alla luce del giorno. Da ore le chat pentastellate fremono per i grillini in rivolta contro il premier che per ben due volte hanno portato a Palazzo Chigi. La furia ha un obiettivo comune con quello del ministro di Italia Viva: l'abbassamento della soglia di utilizzo del contante. I vertici del Movimento - come riporta l'Huffingtonpost - si sono domandati di chi fosse "la manina" che avesse inserito il calo del tetto da 3mila a mille euro nella legge di bilancio.  Leggi anche: Sgarbi: "L'evasore è un patriota, arrestiamo Di Maio" "Non ci sono stime che consentano di valutare l'efficacia della riduzione dell'utilizzo del contante - spiega il sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa - e non ha senso neanche questa fissazione sui Pos". Ma gli animi si sono scaldati e una fonte parlamentare ha ammesso: "Se abbassi il tetto del contante e non lavori sulle commissioni chi ci guadagna? Le banche. Noi non faremo mai passare una cosa del genere". Insomma, che un tutti contro Giuseppe Conte abbia inizio. 

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