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Matteo Renzi, che fai con i giallorossi? Forza, sgambetta il governo

18 Gennaio 2020

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Matteo Renzi, che fai con i giallorossi? Forza, sgambetta il governo

Non possiamo dire salvate il soldato Renzi, perché Renzi non è un soldato ma un capitano, quindi deve salvarsi da sé. Perciò gli suggeriamo: caro Matteo, ma che ci stai a fare con i giallorossi? Imita il tuo omonimo leghista e dai una pedata bis al governo Conte, costi quel che costerà, che poi non è affatto detto che il prezzo sarà salato visto che, stando ai sondaggi, restare con Di Maio e Zingaretti non vitalizza poi più di tanto la tua Italia Viva, inchiodata dalla nascita tra il 3 e il 5 per cento.
L' ex rottamatore nell' esecutivo riveste il ruolo del grillo parlante, che però è anche quello del rottama-maroni. Su ogni tema che la maggioranza è chiamata ad affrontare, il capoccia fiorentino ha l' opinione più lucida, democratica e ragionevole. La difende strenuamente, si costerna, s' indigna, s' impegna, poi getta la spugna con gran dignità, per raccontarla come cantava De André», e il governo procede con i propri scempi legislativi, quasi sempre grazie al voto riluttante di Italia Viva. L' altro giorno sulla prescrizione non è andata così. I renziani hanno avuto un sussulto d' orgoglio, o forse è stato istinto di sopravvivenza, visti tutti i guai giudiziari che ultimamente si sono abbattuti su famiglia e amici dell' ex premier, e hanno sostenuto l' emendamento di Forza Italia che provava a eliminare il blocco della prescrizione per i processi dopo il primo grado di giudizio introdotto da una legge del Guardasigilli pentamanettaro Bonafede. Apriti cielo, da sinistra sono partiti strali e accuse di intelligenza con il nemico. Il più simpatico nei confronti dell' ex premier al solito è stato il Fatto Quotidiano, che ha titolato: «Renzi, cucù. La prescrizione non c' è più». Come sarebbe bello se l' ex segretario del Pd ci consentisse presto di titolare: «Grillini e Travaglio, cucù. Il governo non c' è più».
Il Matteo sinistro ha provato a difendersi e a far appello all' antico spirito garantista del Pd, del quale in realtà non si sono mai viste tracce chiarissime, e al suo antico Guardasigilli, l' Orlando non più furioso bensì valvassino del bisConte. «Abolire la prescrizione è un obbrobrio giuridico, una misura giustizialista e populista. Mi spiace che il Pd abbia scelto di andare a rimorchio dei grillini anche su questo. Non abbiamo rotto la maggioranza ma solo difeso lo Stato di diritto e continueremo a farlo. Abbiamo fatto il governo per mandare a casa Salvini, non per diventare grillini». Incauto a illudersi che un esecutivo nato con le peggiori intenzioni, come ammesso candidamente, potesse finire bene. Ora che Renzi ha realizzato il proprio capolavoro di tattica politica e tutti hanno applaudito le sue abilità di navigatore parlamentare, forse al leader di Italia Viva conviene porsi problemi di strategia. Reggere il moccolo al governo più a sinistra della nostra storia non è un buon viatico per chi ha l' ambizione di rappresentare l' aria progressista ma moderata e moderna del Paese. Il crepuscolo di Forza Italia iniziò quando Berlusconi, anziché andare al voto, scelse di portare acqua al governo Monti-Pd. Le cattive compagnie nuocciono all' immagine e peggio della trimurti Conte, Di Maio, Zingaretti c' è poco o nulla. La visione politica dell' ex premier ha troppo poco in comune con quella dei giallorossi perché Italia Viva possa restare al governo a lungo senza compromettersi. Né Renzi può pensare che gli elettori non gli faranno pagare il conto dei disastri dell' esecutivo che regge solo perché a parole ne critica le decisioni.
Ci sono sei mesi ancora per andare a votare senza che intervenga il taglio dei parlamentari. Matteo ha una quarantina di seggi da garantire a chi lo ha seguito e questo gli è possibile solo prima che scatti la mannaia. Malgrado da tre anni rimedi per lo più bastonate, l' ex rottamatore deve decidersi a ritrovare il coraggio e la sfrontatezza che gli consentirono di prendersi il Pd. Le cariatidi dem non gradirono e gli fecero la guerra, determinandone la sconfitta. Ora Matteo ha fondato una creatura tutta sua. È bene che inizi a farla camminare, perché al laccio di M5S e Pd non può andare da nessuna parte. Se il leader crede nel suo progetto, sgambetti il governo e affronti la sfida del consenso. Il potere logora chi non ce l' ha e lui, nella tenaglia giallorossa, ne ha punto, come dicono in Toscana.

di Pietro Senaldi

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Commenti all'articolo

  • agner

    18 Gennaio 2020 - 09:05

    Renzi deve mollare Giustizialisti e Comunisti. Non ha via d'uscita: che ci sta a fare li in mezzo ? La gente non lo capisce. Se sei alternativo a loro per come concepisci Giustizia ed Economia LI MOLLI e allora iniziera' ad aumentare il suo consenso.

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