Cerca

Scenari amari

Vittorio Feltri sul voto in Emilia Romagna: "Con brutale franchezza dico a Salvini che il governo non cadrà"

21 Gennaio 2020

4
Vittorio Feltri

Gli ottimisti sono peggiori dei pessimisti perché sbagliano quasi tutte le previsioni. Difatti i primi vedono la realtà rosa pure quando è nera, come nel caso politico italiano. Per esempio, la leghista Lucia Borgonzoni, candidata alla carica di governatore dell'Emilia in opposizione al democratico Stefano Bonaccini, afferma che, qualora vincesse le elezioni, l'esecutivo Conte sarebbe costretto a lasciare Palazzo Chigi e a dichiarare aperta la crisi di governo. È una speranza, pur legittima, anzi una illusione che difficilmente si tramuterà in concretezza. Per un motivo semplicissimo: anche se la regione rossa per tradizione diventasse verde, il che è probabile, lo spessore della maggioranza che tiene in piedi il BisConte rimarrebbe invariato rispetto ad ora, pertanto essa sarebbe in grado, numeri alla mano, di continuare a gestire il potere. In sostanza il quadro politico non muterebbe di una virgola a livello nazionale.

Indubbiamente un successo della Lega sarebbe sconvolgente per la sinistra dal punto di vista psicologico, eppure non provocherebbe l'auspicato ribaltone. Democratici e grillini hanno un solo interesse: non mollare le poltrone fino alla scadenza naturale della legislatura. E faranno di tutto e di più al fine di resistere agli attacchi della opposizione nell'aspettativa di rimontare il terreno perduto.

Pure questo obiettivo appartiene al mondo dei sogni, dato che i progressisti e i loro soci pentastellati non sono capaci di combinare alcunché, tuttavia finché la composizione del Parlamento è quella attuale, non è ipotizzabile che Sergio Mattarella disponga lo scioglimento delle Camere, in quanto non avrebbe alcuna giustificazione costituzionale per compiere un simile atto.

La situazione è questa: stallo completo. D'altro canto nel nostro Paese si vota ogni due per tre, vuoi per le regionali o le cittadine, e gli spunti per dire che l'assetto dei consensi è mutevole non mancano mai cosicché andrebbe aggiornato, in base ai nuovi risultati parziali, altresì quello complessivo, cioè nazionale. Trattasi di congetture da salotto che non possono incidere sulle decisioni del capo dello Stato, il quale deve attenersi alle regole aritmetiche contenute nella Carta. Ci auguriamo che domenica prossima trionfi il partito di Matteo Salvini, ma gli annunciamo con brutale franchezza che un suo successo non avrà conseguenze negative per i suoi avversari che menano il torrone a Roma.

di Vittorio Feltri

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Menono Incariola

    21 Gennaio 2020 - 16:35

    Il ragionamento non fa una piega, ma che dire se ci fossero DECISI MOVIMENTI DI PIAZZA CHE SCONVOLGESSERO L'ORDINE PUBBLICO? Potrebbe Mattarella cambiare per questo opinione? O preferirebbe "sedersi sulle baionette", cosa SCONSIGLIATA DALLO STESSO METTERNICH?

    Report

    Rispondi

  • marco53

    21 Gennaio 2020 - 10:18

    Purtroppo ha ragione Feltri. La penso esattamente allo stesso modo!

    Report

    Rispondi

  • pttfabrizio@gmail.com

    pttfabrizio

    21 Gennaio 2020 - 09:00

    sono d'accordo, ne va della vita o della morte dei disoccupati organizzati. si sono organizzati bene questa volta. la prossima volta non lasciatevi imbambolare dal chiacchierone disoccupato di turno, se disoccupato il motivo c'era.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Santori, dopo il bimbo autistico altro disastro: "Alle sardine non interesse chi vince, ma..." 

Matteo Salvini, droga in Parlamento: "Gli ho guardato gli occhi, secondo me...". Ovazione in piazza
Vela Verde di Scampia, iniziato l'abbattimento: Napoli dice addio al simbolo di Gomorra
Matteo Renzi assente in aula, non vota la fiducia al governo sul decreto intercettazioni

media