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Emilia Romagna, Andrea Cangini: "Abbiamo taciuto con Salvini, ma la Borgonzoni era un candidato debole"

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La sconfitta in Emilia-Romagna di Lucia Borgonzoni e la vittoria in Calabria di Jole Santelli, candidata di Forza Italia, scuote la coalizione di centrodestra. E minaccia di minare il rapporto tra il sovranismo leghista e il moderatismo di Forza Italia e partiti di centro. La scelta di candidare la "debole" Borgonzoni e una campagna elettorale "errata" hanno condannato il centrodestra alla sconfitta: è questa l'interpretazione che si fa strada nel mondo moderato e che viene esplicitamente riferita da un esponente di spicco dei forzisti. Per approfondire leggi anche: Emilia Romagna, Alessandro Sallusti: "Matteo Salvini ha alzato troppo i toni e penalizzato il centrodestra" Tale idea infatti è stata fatta propria da Andrea Cangini, senatore di Forza Italia: "Per lealtà abbiamo taciuto, ora possiamo dirlo: quella messa in scena in Emilia-Romagna è stata una campagna elettorale brutta, indicativa di uno squilibrio da correggere. Matteo Salvini- continua Cangini- ha imposto alla coalizione un candidato volenteroso ma debole, si è posto come capo di un partito più che come leader di un'alleanza, ha infiammato una campagna elettorale auto-centrata rivolta non ai cittadini emiliano-romagnoli ma al Palazzo, trasformando le elezioni regionali in un referendum su se stesso. E, come capitò ad un altro Matteo, ha perso".

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